Giovani Imprenditori, Manovra “di sviluppo” ma occhio alla crescita

21 ottobre 2016 ore 16:45, Luca Lippi
I giovani di Confindustria sono riuniti al meeting di Capri,  ‘Forti progetti non poteri’ è il titolo della convention di due giorni che ha scelto come simbolo Ondina Valla, la prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi (a vent'anni, nel 1936, a  Berlino, nella corsa ad ostacoli). 
Marco Gay presidente della ‘formazione giovanile’ di Confindustria presenterà le sue ultime tesi da presidente della associazione e ne discuterà, nel primo giorno, con il presidente dell'Inps Tito Boeri, con il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, con Giuliano Poletti ministro del Lavoro e i tre leader sindacali Susanna Camusso (Cgil), Anna Maria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil). 
Sul tavolo ci sono le misure appena varate dal governo sulla legge di bilancio, i contratti da chiudere (metalmeccanici in primis) e i modelli da rinnovare. 
Dichiara Gay come riporta il Sole24Ore: “Non possiamo che essere soddisfatti di vedere finalmente un disegno di politica industriale, ampio e organico, che sicuramente contribuirà a cambiare il Paese» e «la vita di tutti i giorni delle imprese, sostenendone gli investimenti”. 
Così il presidente dei Giovani di Confindustria, Marco Gay, nel corso del trentunesimo convegno parla della legge di bilancio, che “oggi ha tutte le premesse per chiamarsi ‘legge di sviluppo’. Premesse, spiega, perché oltre al testo “ancora non sappiamo se Bruxelles darà il via libera e se in Parlamento ci sarà l'assalto alla diligenza”.
Entrando più nel dettaglio, Gay dice: "Se non cresciamo nel 2017 rischiamo di sforare ogni limite di deficit o di dover fare, a breve, una manovra correttiva lacrime e sangue". 
Il presidente dei giovani di Confindustria, mette in guardia dai rischi derivanti dalle coperture "per lo più basate su misure una tantum", come la rottamazione delle cartelle esattoriali o di una nuova voluntary disclosure. 

Giovani Imprenditori, Manovra “di sviluppo” ma occhio alla crescita

In effetti non si discosta da quello che ha dichiarato Moscovici solo qualche giorno fa, quando ha ammonito il governo italiano che c’è bisogno di Riforme strutturali perché i ‘bonus’ fino ad ora non hanno prodotto nulla di sufficientemente rilevante.
Prosegue Gay dal palco di Capri: "se infatti sul piano delle spese c'è una direzione chiara, sul lato delle entrate no. Più che semplicemente cambiare nome a Equitalia, andrebbe resa equa l'Italia nel rapporto contribuente-accertamento-riscossore, che oggi sconta il meccanismo perverso di onere della prova ribaltato". 
Secondo Gay, nella manovra ci sono "misure una tantum e, invece, pochissimi risparmi strutturali di spesa pubblica: in un'Italia con 2.250 miliardi di debito che ci trasciniamo come un fardello, cresciuti di ulteriori 77 negli ultimi sei mesi, la spending review è rimasta un miraggio intravisto da tanti commissari ad hoc, ma mai applicata". 
Seguiamo le conclusioni della convention.

autore / Luca Lippi
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