Amico del cuore? Non più! Meglio in gruppo

21 settembre 2013 ore 11:09, intelligo
 
di Micaela Del Monte.
Amico del cuore? Non più! Meglio in gruppo
I ragazzi si stanno trasformando in animali da branco e la figura dell'amico del cuore sta passando di moda e questo perché i giovani si sentono molto più sicuri in gruppo. Come qualsiasi altro animale poi.
A sottolineare questo ritorno agli anni '70, quando se avevi un solo amico eri uno sfigato e tutto quello che contava era girare in gruppo e magari tutti con il Vespone, ci pensa l’indagine ‘Adolescenti e Socialità’ portata avanti su circa 2000 studenti di terza media dalla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e dalla Associazione Laboratorio Adolescenza.“L’adolescente, più che in passato soffre il confronto e fatica ad assumersi la responsabilità delle sue scelte. Ragion per cui delega volentieri questa responsabilità al gruppo, nel quale si sente protetto” ha sottolineato Piernicola Garofalo, presidente della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza.Adesso gli adolescenti (o perlomeno l’85,5% di loro) sostiene di avere molti amici, mentre a dichiarare di averne pochi sarebbe solo l’11,8% dei maschi e il 13,6% delle femmine. Un’inversione di rotta insomma per questi giovanissimi, che pare preferiscano di gran lunga la compagnia di una comitiva, piuttosto che quella dell’amico del cuore. Come in passato, anche adesso la stragrande maggioranza delle amicizie si stringe fra i banchi di scuola o praticando sport (70,9%), ma rispetto al passato, anche internet riveste adesso un ruolo molto importante. Ben il 30% delle amicizie nate in rete pare infatti entrino a far parte della “vita reale” dei giovani ragazzi.Ma il “gruppo” ha anche il suo lato negativo. La competitività, l'eterno confronto con chi ci sta vicino e a volte il sentimento di inadeguatezza portano problemi al singolo. Il gruppo sì da sicurezza, ma fino ad un certo punto. Ad entrare in gioco poi sarebbe anche lo scarseggiare della forza di volontà individuale, dal momento che addirittura il 52% degli intervistati afferma di adeguarsi spesso alle scelte del proprio gruppo, anche quando queste non sono esattamente condivise dal soggetto. Al giorno d’oggi le insicurezze degli adolescenti sembrano essersi moltiplicate rispetto al passato. “Pensiamo soltanto all’incremento significativo delle patologie legate ai disturbi della condotta alimentare (prima tra tutte l’anoressia); delle sindromi depressive o – ancora più grave – dei fenomeni di suicidio”, sottolinea giustamente l’esperto.Non è tutto oro quello che luccica quindi e il passaggio dal singolo al gruppo potrebbe avere, oltre che risvolti negativi, anche motivazioni oscure, come appunto il bisogno di alleggerirsi un po' dalle responsabilità per condividerle con più persone. Che sia sicurezza o insicurezza quello che muove i ragazzi verso un gruppo, resta il fatto che i vecchi migliori amici devono rassegnarsi al fatto di non essere più soli, e non saranno accettate scenate di gelosia.
di Micaela Del Monte. I ragazzi si stanno trasformando in animali da branco e la figura dell'amico del cuore sta passando di moda e questo perché i giovani si sentono molto più sicuri in gruppo. Come qualsiasi altro animale poi. A sottolineare questo ritorno agli anni '70, quando se avevi un solo amico eri uno sfigato e tutto quello che contava era girare in gruppo e magari tutti con il Vespone, ci pensa l’indagine ‘Adolescenti e Socialità’ portata avanti su circa 2000 studenti di terza media dalla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e dalla Associazione Laboratorio Adolescenza. “L’adolescente, più che in passato soffre il confronto e fatica ad assumersi la responsabilità delle sue scelte. Ragion per cui delega volentieri questa responsabilità al gruppo, nel quale si sente protetto” ha sottolineato Piernicola Garofalo, presidente della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Adesso gli adolescenti (o perlomeno l’85,5% di loro) sostiene di avere molti amici, mentre a dichiarare di averne pochi sarebbe solo l’11,8% dei maschi e il 13,6% delle femmine. Un’inversione di rotta insomma per questi giovanissimi, che pare preferiscano di gran lunga la compagnia di una comitiva, piuttosto che quella dell’amico del cuore. Come in passato, anche adesso la stragrande maggioranza delle amicizie si stringe fra i banchi di scuola o praticando sport (70,9%), ma rispetto al passato, anche internet riveste adesso un ruolo molto importante. Ben il 30% delle amicizie nate in rete pare infatti entrino a far parte della “vita reale” dei giovani ragazzi. Ma il “gruppo” ha anche il suo lato negativo. La competitività, l'eterno confronto con chi ci sta vicino e a volte il sentimento di inadeguatezza portano problemi al singolo. Il gruppo sì da sicurezza, ma fino ad un certo punto. Ad entrare in gioco poi sarebbe anche lo scarseggiare della forza di volontà individuale, dal momento che addirittura il 52% degli intervistati afferma di adeguarsi spesso alle scelte del proprio gruppo, anche quando queste non sono esattamente condivise dal soggetto. Al giorno d’oggi le insicurezze degli adolescenti sembrano essersi moltiplicate rispetto al passato. “Pensiamo soltanto all’incremento significativo delle patologie legate ai disturbi della condotta alimentare (prima tra tutte l’anoressia); delle sindromi depressive o – ancora più grave – dei fenomeni di suicidio”, sottolinea giustamente l’esperto. Non è tutto oro quello che luccica quindi e il passaggio dal singolo al gruppo potrebbe avere, oltre che risvolti negativi, anche motivazioni oscure, come appunto il bisogno di alleggerirsi un po' dalle responsabilità per condividerle con più persone. Che sia sicurezza o insicurezza quello che muove i ragazzi verso un gruppo, resta il fatto che i vecchi migliori amici devono rassegnarsi al fatto di non essere più soli, e non saranno accettate scenate di gelosia.
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