Elezioni greche, ecco i numeri della vittoria di Tsipras

21 settembre 2015, Luca Lippi
Elezioni greche, ecco i numeri della vittoria di Tsipras
I calcoli: 35,5% sono i voti che Syriza ha raccolto assicurandosi 145 seggi nel parlamento greco (la maggioranza assoluta sarebbe 300 seggi). Con questi numeri Tsipras dovrà ricominciare a negoziare (stavolta all’interno dell’ormai stremato paese mediterraneo) alla ricerca di una più qualificata maggioranza sufficiente a garantire stabilità al governo.

Gli ex alleati di Tsipras di governo sono i nazionalisti Greci Indipendenti che nella tornata attuale hanno raccolto 3,7% di voti e dieci seggi. Se Tsipras riesce a rinnovare l’alleanza il suo governo arriverebbe a 155 seggi su 300 (un po’ risicatino).

Altri numeri: il Centro destra (Nea Dimokratia) si ferma al 28%, Alba Dorata sale al 7,1% e il dato complessivo che accomuna un pò tutta l’area Ue è il forte calo di affluenza alle urne (solo il 55% degli aventi diritto ha ritenuto utile recarsi alle urne). Ricordiamo che dal 2009 a oggi i greci hanno votato sei volte (troppo privilegiati o sfiduciati?).

Abbiamo la certezza che fra la popolazione greca c’è un misto di sconcerto da una parte e una marcata sensazione di impotenza, il 7,1% di reazionari con idee non troppo chiare rimane una compagine troppo debole ideologicamente (non per valori ma per idee) per raccogliere il consenso di un popolo che è più preoccupato alla sopravvivenza che alla determinazione dei destini futuri di un intero Paese.

È la fotografia dell’Europa intera, la sinistra che gioca sulla disperazione della gente stremata e sulla parte di popolazione con “la fine mese” assicurata che parla (e solo questo) di luci in fondo al tunnel. Un centrodestra che bada alla sopravvivenza di privilegi e per questo è pronto ad alleanze improbabili, e una destra nazionalista tagliata fuori da ogni dinamica perché propone qualcosa che veleggia fra l’impossibile e la certezza di sacrifici maggiori prima di arrivare a vedere un probabile futuro migliore. 

La gente non vuole rischiare e piuttosto non va a votare, tuttavia rimane la mina galleggiante dell’Ue che se trovasse improvvisamente un condottiero capace di “programmare” spazzerebbe il pensiero unico nel giro di 48 ore ovunque!

"Siamo troppo duri per morire, anche se siamo stati presi di mira da tanti", ha detto Tsipras, ma Tsipras sottovaluta che se il suo popolo scoprisse il doppio gioco cui si è prestato con la complicità e la guida di Obama e Putin solo per indebolire l’asse Merkel-Hollande probabilmente avrebbe poco di cui rallegrarsi!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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