Finalmente giustizia per Eligia Ardita, marito-killer confessa dopo 8 mesi

21 settembre 2015, intelligo
Finalmente giustizia per Eligia Ardita, marito-killer confessa dopo 8 mesi
di Anna Paratore

Non è stato un malore in gravidanza, e nemmeno la diagnosticata disposizione alla trombofilia ad uccidere Eligia Ardita, 36 anni, infermiera e prossima mamma, da otto mesi in attesa della sua prima e desiderata figlia. 

E’ stato suo marito, Christian Leonardi che alla fine, a distanza di nove mesi e dopo esser stato indagato per l’omicidio volontario della moglie e per procurato aborto, ha deciso di confessare sottolineando che non si è trattato di un’azione premeditata ma accaduta al culmine di una violenta lite.

Sarebbe dunque questa la versione del reo confesso che si è presentato venerdì al commissariato in compagnia del suo avvocato, per costituirsi.  Resta il fatto che se non fosse stato per la caparbietà della famiglia e, per la trasmissione Chi l’ha visto che denunciò il caso proprio su insistenza dei genitori e della sorella di Eligia, probabilmente sarebbe intercorso del tempo prima che gli investigatori fossero riusciti a chiudere il caso e a risalire all’assassino. 

Ripercorrendo la storia, siamo alla sera del 19 gennaio 2015. Eligia è incinta all’ottavo mese ed è felice per quella figlia in arrivo a cui ha già scelto il nome di Giulia, e che ha tanto desiderato. Diverso, secondo quanto riferito agli inquirenti da Elisa, sorella della vittima, l’atteggiamento del marito che - sempre in base a quanto riferito dai familiari - avrebbe preferito un maschietto. 

La sorella racconta che Eligia era raggiante per quella gravidanza al punto da superare o mettere in disparte i dissapori col marito. Le indiscrezioni, dicono che alla base della crisi matrimoniale, ci sarebbe un’altra donna ma Eligia avrebbe affrontato il problema con l’obiettivo di tenere unita la famiglia. E la nascita di quella bimba – sempre secondo il racconto della sorella – sarebbe stata per lei il collante per salvaguardare il matrimonio.

Torniamo a quella sera maledetta. Eligia ha invitato i genitori a cena e tutto è tranquillo finché i suoi parenti non se ne vanno. Cosa sia accaduto in seguito, lo sa solo Christian Leonardo. Sta di fatto che dopo le 23.00 l’uomo chiama concitato il 118 sostenendo che la moglie incinta sta male. 

I sanitari arrivano di corsa e sebbene conoscano di persona Eligia, faticano a riconoscerla per le sue condizioni, tentano di rianimarla ma secondo i sanitari, la donna sarebbe morta da almeno 20 minuti. Inoltre, notano gli addetti del 118, il marito non sembra troppo affannato per la situazione. Cammina per la casa parlando sempre al telefonino e quando gli chiedono cosa sia accaduto offre versioni contrastanti. In tutte, però, lui non sa nulla di quanto possa essere successo alla moglie.

Arrivano anche i parenti di Eligia, e i vigili del fuoco che dovranno trasportare la barella della donna al piano terra. Tutti sono trafelati e ansiosi perché si rendono conto di quanto sia tragica la situazione. Christian Leonardi, è stato descritto con un atteggiamento diverso. Così quando tutti partono per l’ospedale al seguito dell’ambulanza, lui dice che arriverà dopo. Infatti, si presenta almeno mezz’ora più tardi, e quando gli verrà chiesto conto di questo almeno strano comportamento, risponderà che si doveva vestire – particolare appurato poi non vero, in quanto era già vestito all’atto dell’arrivo dei sanitari – e che doveva “chiudere casa”. 

Purtroppo, però, non ci sarà nulla da fare. Eligia e Giulia se ne sono andate insieme, unite nella vita come nella morte.  La Procura intanto indaga su quello che pensa essere un caso di malasanità. Arrivano avvisi di garanzia agli uomini del 118 e al ginecologo personale di Eligia. La famiglia però non è d’accordo. Sono stati con la donna fino a un paio di ore prima la tragedia, ed Eligia stava benissimo, in perfetta salute. 

Così, sulla loro sollecitazione, la Procura non molla le indagini, ed ecco che dall’autopsia arriva il colpo di scena. Eligia è morta in seguito a un grave trauma cranico, e ha la cute sotto ai capelli piena di ecchimosi, come se fosse stata picchiata più volte. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Leonardi sostiene che probabilmente i vigili del fuoco, durante la fase dei soccorsi e il passaggio attraverso scale strette, hanno fatto urtare la donna contro qualcosa che l’ha colpita gravemente alla testa. Ma anche questa versione non convince gli inquirenti.

Alla fine, la Procura iscrive nel registro degli indagati il marito di Eligia per omicidio volontario e procurato aborto. Dopo qualche mese, l’uomo si decide a confessare.  Il caso è chiuso.

autore / intelligo
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