Tsipras bis, Rinaldi: “Europa non permetterà il taglio del debito. Chi vince e chi perde”

21 settembre 2015, Andrea Barcariol
Tsipras bis, Rinaldi: “Europa non permetterà il taglio del debito. Chi vince e chi perde”
“Una cosa è certa: hanno perso i greci”. Non ha dubbi Antonio Maria Rinaldi, professore di Economia internazionale all’Università di Chieti-Pescara, intervistato da IntelligoNews, sull’esito delle elezioni politiche di ieri in Grecia.

Ha vinto Tsipras o l’Europa?


«Una cosa è certa: hanno perso i greci. Questo voto dimostra che “tutto cambia affinché nulla cambi”, in pieno stile "Gattopardo". Abbiamo visto le promesse disattese sul referendum e che Varoufakis ha preso subito le distanze da Tsipras perché lui proponeva un approccio completamente diverso con l’Europa. Questo governo non credo che cambierà nulla rispetto al precedente. Si parla anche di taglio del debito, ma dubito che l’Europa lo permetta. Sono convinto che Tsipras si è adagiato sulle richieste di Bruxelles, con la tecnica che noi conosciamo molto bene: strillare in casa propria e poi andare in Europa a fare quello che viene richiesto».

Tsipras bis, Rinaldi: “Europa non permetterà il taglio del debito. Chi vince e chi perde”

A livello di programma economico ci sono differenze tra Tsipras 1 e Tsipras 2?


«No, non vedo nessuna differenza. Lo dimostra l’addio di Varoufakis che aveva concepito un diverso approccio economico. Lui ha capito che in Europa il suo governo non avrebbe portato avanti le sue istanze, quindi ha preferito dimettersi. Questo la dice lunga sul fatto che c’è stato un cambiamento a 180 gradi rispetto alle iniziali proposte fatte da Tsipras durante le precedenti elezioni».

Hollande ha commentato il risultato greco parlando di “messaggio importante per la sinistra europea”, dando una stoccata alla sinistra radicale. Cosa ne pensa?

«Il messaggio vero che arriva dalla Grecia è molto chiaro: la gente è disperata e non va neanche più a votare in una situazione del genere (l’astensione è arrivata al 45,2% ndr). Questo fa capire che i cittadini europei pensano che del loro voto non importi più a nessuno e che le decisioni vengano prese dai poteri forti e dai politici, al di là della volontà popolare e di ciò che sancisce la democrazia».

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