Pre-sinodo, Francesco e Benedetto XVI ai ferri corti per colpa del Cardinal Sarah?

21 settembre 2015, Americo Mascarucci
Pre-sinodo, Francesco e Benedetto XVI ai ferri corti per colpa del Cardinal Sarah?
 

Naturalmente si sta nel novero delle indiscrezioni e delle voci di palazzo ma di certo a Francesco non deve aver fatto piacere l’apprezzamento pubblico di Ratzinger nei confronti dell’opera di Sarah. 

Il Papa emerito infatti, dopo aver ricevuto e letto il libro, ha scritto di suo pugno una lettera di ringraziamento al prelato africano che non si presta ad equivoci di sorta: “'Ho letto Dio o niente con grande profitto spirituale, gioia e gratitudine. La vostra testimonianza della Chiesa in Africa – scrive Ratzinger - della vostra sofferenza durante il tempo del marxismo, e di una vita spirituale dinamica, ha una grande importanza per la Chiesa, che è un po’ spiritualmente stanca in Occidente. Tutto ciò che avete scritto per quanto riguarda la centralità di Dio, la celebrazione della liturgia, la vita morale dei cristiani è particolarmente rilevante e profondo. La sua coraggiosa risposta ai problemi della teoria del 'genere' mette in chiaro in un mondo obnubilato una fondamentale questione antropologica". 

Mamma mia, vi pare poco? Benedetto XVI in poche righe ha condannato il marxismo, la deriva nichilista e laicista che sta “anestetizzando” l’Occidente facendogli perdere i valori della tradizione, ha accusato la Chiesa di essere “stanca” e di non saper lottare in Occidente per difendere e conservare l’identità cristiana, ed infine ha puntato il dito contro la teoria del gender elogiando l’azione di contrasto che il conservatore Sarah sta mettendo in atto per combattere il concetto di una “differenza di genere” da superare, lasciando all’individuo la piena libertà di scegliere il sesso di appartenenza. Il tutto alla vigilia del Sinodo sulla Famiglia dove certi temi saranno inevitabilmente all’ordine del giorno. 

Lo scrittore cattolico Antonio Socci con un articolo su Libero ha evidenziato come “ il cardinal Sarah in particolare e la Chiesa africana sono invisi a Francesco in quanto si stanno dimostrando intransigenti oppositori alle 'rivoluzioni' pensate da Bergoglio e Kasper nei due Sinodi su famiglia ed eucarestia. 

È un’opposizione molto scomoda per il cattoprogressismo perché, mentre quella tedesca di Kasper è una Chiesa ricchissima di soldi e povera di fedeli, quella di Sarah è una Chiesa del Terzo Mondo, povera di beni, ma giovane ed ardente di fede, fiorita in questi decenni grazie ai grandi viaggi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e gioiosamente fedele al loro magistero". 

Secondo Socci, "l’elogio di un tale uomo di Dio fa ombra all’attuale vescovo di Roma"

Certamente Francesco, al di là dei pubblici apprezzamenti più volte rivolti all’indirizzo del suo predecessore, soffre e molto l’ombra di Ratzinger, il quale interviene molto raramente sui problemi della Chiesa, ma quando lo fa e sempre non direttamente (come in questo caso limitandosi a ringraziare per l’invio del libro) scuote inevitabilmente i muri del Vaticano. 

Alcuni mesi fa non mancò di far discutere il fatto che Ratzinger avesse ridato alle stampe i suoi discorsi, comprese le sue riflessioni sul tema della comunione ai divorziati risposati. 

Non per sostenere le svolte sinodali ma piuttosto per ribadire la netta chiusura ad ogni possibile concessione in tal senso.

E’ chiaro come questa nuova presa di posizione in favore dell’opera del cardinal Sarah possa non far piacere a Francesco che vorrebbe trovare la sintesi tra misericordia e verità. 

Il titolo del libro di Sarah del resto è emblematico: “O Dio o Niente”, il che tradotto può significare una sola cosa: la Chiesa deve seguire solo e soltanto Dio e non il mondo. 

E’ la tesi di fondo dei pontificati di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, che sono rimasti fedeli al Vangelo anche quando questo ha significato scontrarsi con la mentalità dominante nella società, con il pensiero unico. 

La Chiesa di Francesco, per una parte di Chiesa che sta mostrando il suo disagio, è una Chiesa che al contrario per molti sembra alla ricerca continua dell’abbraccio al mondo, del dialogo, del compromesso ad ogni costo, nella convinzione che si possa e si debba venire incontro alle esigenze della modernità. 

Nella lettera di Benedetto XVI è chiaro il richiamo alla Chiesa a “svegliarsi” soprattutto in Occidente dove, sempre più frequentemente, rischia di apparire rassegnata o peggio assuefatta alla crisi di valori imperante nella società. 

Della serie: caro Papa Francesco, se ci sei batti un colpo?
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