Tsipras bis, Casarini (Sel): “Stare con lui e non lasciarlo. Ecco la partita che si sta giocando”

21 settembre 2015, Andrea Barcariol
Tsipras bis, Casarini (Sel): “Stare con lui e non lasciarlo. Ecco la partita che si sta giocando”
Luca Casarini
, esponente di Sel, intervistato da IntelligoNews, analizza con soddisfazione i risultati delle elezioni greche e invoca sostegno per Tsipras che “è stato lasciato troppo solo nella sfida all’Ue”.

L’ha sorpresa la nuova vittoria di Tsipras?

«Ci speravo, mi ha sorpreso la capacità del popolo greco di fare ancora un passo in avanti. Al di là dell’astensione, i greci hanno capito la partita che si sta giocando. In questi 7 mesi i fautori dell’austerity hanno tentato di creare una cortina fumogena intorno alla vera battaglia di Tsipras che non è quella descritta, lui vuole aprire un’alternativa politica alla gestione di questa Europa. I greci si sono ricordati di quelli che c’erano prima, il partito dei corrotti e delle grandi aziende che hanno fatto indebitare la Grecia fino al collo».


Ci sarà qualche differenza tra Tsipras 1 e Tsipras 2?

«Siamo già a 7 mesi di una dura battaglia, quando si è 1 contro 18, in riferimento ai round di negoziazione dello Tsipras 1, bisogna aspettarsi di tutto, anche di essere presi per il collo e di avere il proprio popolo in ostaggio. Lo Tsipras 2 è la seconda fase di una lunga battaglia, ma io spero che non sarà più così solo. Questa vittoria disegna una nuova sinistra in Europa, insieme all’affermazione di Corbyn in Inghilterra, il socialismo, come lo abbiamo conosciuto, si è schiantato. Esistono solo Merkel e Tsipras, intermedi non ci sono, questo è un messaggio anche per Renzi».

A proposito di socialisti, Hollande invece ha parlato di “messaggio importante per la sinistra europea”, criticando la sinistra radicale.

«E’ la nuova sinistra radicale che sta appoggiando Tsipras. Non so a quale sinistra Hollande si rivolga, forse a quelle minoritarie. Hollande dovrebbe pensare al suo campo, quello socialista, che è totalmente scomparso, c’è solo la Merkel, non c’è più Hollande».

In molti sostengono che con la rielezione di Tsipras abbia vinto l’Europa. E’ d’accordo?

«Sono due i grandi piani che si stanno scontrando, da una parte chi pensa all’Europa come un nuovo campo di battaglia, dove conquistare nuovi diritti, dove l’essere umano valga di più del mercato, ad esempio per quanto riguarda i migranti che stanno morendo in giro per l’Ue. D’altra parte c’è il nazionalismo, il razzismo, la xenofobia, per cui anche quelli che a sinistra giocano con il no Europa, devono stare attenti perché il loro discorso va a finire intorno a spettri che io spero siano cancellati dalla storia. Orban è un esempio di nazionalismo antieuropeo».

Quindi lei è convinto che questa volta Tsipras ce la possa fare.


«Io sono convinto che questa battaglia va avanti. Il tentativo è stato quello di chiudere con Tsipras, così volevano tutti dalla Merkel a Renzi, per chiudere la porta dell’alternativa. Questa porta invece è rimasta aperta, sta a noi adesso stare con Tsipras e non lasciarlo solo».

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