Ligabue a Monza è sold out, ma non piace agli ambientalisti

21 settembre 2016 ore 13:29, Americo Mascarucci
Ci risiamo, rispuntano le polemiche degli ambientalisti contro i concerti al parco di Monza.
Stavolta tocca al concerto di Ligabue, in programma il 24 e 25 settembre, che ha già registrato il tutto esaurito.
I biglietti per sabato 24 settembre sono ormai esauriti, mentre sono ancora in vendita tagliandi per domenica 25 su TicketOne.it (il costo del biglietto è di 57,50 euro, diritti di prevendita inclusi).
Ligabue ha comunicato di aver inserito nel corso dei due concerti ben quattro brani tratti dal nuovo imminente album "Made in Italy" oltre al singolo "G come Giungla" e tre totalmente inediti. 
Ligabue sarà accompagnato sul palco da Federico "Fede" Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso), Michael Urbano (batteria), Massimo Greco (tromba e flicorno), Corrado Terzi (sax baritono) ed Emiliano Vernizzi (sax tenore e sax soprano).
I due unici concerti del 2016 dell'artista (prodotti e organizzati da Riservarossa e F&P Group) avranno inizio alle ore 20.30 - con apertura cancelli alle ore 12.00.
Va detto che per ottenere l’autorizzazione a tenere il concerto gli organizzatori hanno dovuto sottoscrivere una sfilza di impegni e clausole con cui si sono impegnati a mantenere intatto il verde pubblico. 
Ma agli ambientalisti non basta e sono partiti puntualmente esposti tanto al Ministero dei Beni Culturali che alla Procura. 
Sono stati già ipotizzati i reati di di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale.

Ligabue a Monza è sold out, ma non piace agli ambientalisti
Gli ambientalisti hanno chiesto l’intervento anche del sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, che ha sollecitato un incontro con il soprintendente della zona di Monza, Luca Rinaldi, "per valutare - spiegano dal Comitato -, alla luce di quanto già accaduto e di quanto potrà ancora accadere, la coerenza e la compatibilità di questo tipo di concerti di grande impatto ambientale e paesaggistico con i caratteri storici e la destinazione culturale del complesso monumentale Parco, Villa e Giardini reali". 
"Tutto è stato autorizzato, a cominciare dalla Soprintendenza, e in capo all'organizzazione è stato posto l’onere di restituire il prato nelle stesse condizioni in cui è stato consegnato - replica Eleonora Frigerio, presidente del Parco regionale Valle Lambro - Il Parco non è un museo da tenere chiuso ma un patrimonio da rendere fruibile". 
Ma la polemica continua.


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