Ennesimo afroamericano freddato da poliziotto. Ma stavolta anche l'agente è nero

21 settembre 2016 ore 10:20, Adriano Scianca
Nuova bufera sulla polizia americana, dopo che un agente (nero) ha ucciso un afroamericano con un colpo di pistola a Charlotte, in North Carolina. Ne sono nate delle proteste in cui dodici poliziotti sono rimasti feriti durante. Insomma, la questione razziale torna d'attualità, anche se la medesima origine afroamericana di vittima e uccisore dovrebbe indurre alla calma circa la “pista etnica”. Ma torna sotto i riflettori, forse in modo più pertinente, anche il problema della libera circolazione delle armi: l'uomo ucciso, infatti, era armato, anche se in quello stato americano girare con armi è legale. 

Ennesimo afroamericano freddato da poliziotto. Ma stavolta anche l'agente è nero
L'uomo ucciso è stato identificato come Keith Lamont Scott. L'agente coinvolto nella sparatoria, Brentley Vinson, è stato messo in congedo retribuito. Secondo la dinamica ricostruita dalle tv locali, gli agenti stavano cercando una persona colpita da un mandato d'arresto. Gli agenti hanno visto Scott, che non era il ricercato, in un'auto parcheggiata fuori dall'edificio. Ne è seguita una lite e Vinson si sarebbe sentito minacciato da Scott, tanto da aprire il fuoco, uccidendo l'uomo. I familiari della vittima, tuttavia, sostengono che avesse in mano un libro e non un'arma nel momento in cui è stato abbattuto. 

Ne sono comunque nate delle proteste vicino alla casa dove l'uomo è stato ucciso, con cartelli in cui si leggeva "Black lives matter", "No justice, no Peace!" e "Stop killing us". "Circa 12 agenti feriti. Un agente colpito al volto da una pietra" si legge in un tweet del dipartimento di polizia di Charlotte-Mecklenberg. Un altro tweet della polizia afferma che gli agenti sono stati "feriti mentre lavoravano per proteggere la nostra comunità durante una manifestazione".
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