Cyberbullismo, fatta la legge trovato "l'inganno"? Ambiguità e rischi

21 settembre 2016 ore 11:52, Americo Mascarucci
La Camera ha approvato la proposta di legge che prevede un complesso di misure per la prevenzione e il contrasto dei fenomemi del bullismo e del cosiddetto cyberbullismo. 
Il testo torna per l'ultima lettura al Senato. 
Il bullismo è definito come l'aggressione o la molestia, da parte di singoli o più persone, nei confronti di una o più vittime allo scopo di ingenerare in essi timore ansia o isolamento ed emarginazione; sono manifestazioni di bullismo una serie di comportamenti di diversa natura: atti vessatori, pressioni o violenze fisiche e psicologiche, istigazione all'autolesionismo e al suicidio, minacce e furti, danneggiamenti, offese e derisioni anche relative alla razza, alla lingua, alla religione, all'orientamento sessuale, all'opinione politica, all'aspetto fisico o alle condizioni personali e sociali della vittima. 
Chi è vittima di cyberbullismo (o anche il genitore del minorenne) può chiedere al titolare del trattamento, al gestore del sito internet o del social media di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. Se non si provvede entro 48 ore, l'interessato può rivolgersi al Garante della Privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore. L'oscuramento può essere peraltro chiesto a titolo riparativo anche dallo stesso bullo del web. 
Dalla definizione di gestore, che è il fornitore di contenuti su internet, sono comunque esclusi gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca.
Lo stalking commesso per via informatica o telematica sarà punito con la reclusione da 1 a 6 anni, anche in casi di scambio di identità e invio di messaggi o la divulgazione di testi o di immagini o con la mediante diffusione di dati sensibili immagini o informazioni private, carpiti con l'inganno o con minacce. 
In ogni istituto tra i professori sarà individuato un referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo. Al preside spetterà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo e, se necessario, convocare tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l'autore.

Cyberbullismo, fatta la legge trovato 'l'inganno'? Ambiguità e rischi
Tuttavia non mancano le polemiche e c'è chi teme che questa nuova legge così come partorita possa prestarsi a molte ambiguità fino a confondere varie fattispecie di reati.
Il fatto ad esempio che possa essere perseguibile per legge anche chi si sostituisce a delle persone reali su twitter e facebook per farne la parodia potrebbe costituire un serio e pericoloso attacco alla libertà di satira
In più sarebbe a rischio anche la libertà di stampa visto che la legge sembra raccogliere in un unico calderone reati diversi che vanno dalla diffamazione online alla violazione della privacy fino a prevedere l'aggravante dello stalking commesso via Internet.
Così se un giornalista insistesse troppo nell'attaccare un personaggio pubblico prestandogli eccessive attenzioni, pubblicando commenti coloriti su di lui, anche soltanto svolgendo il suo legittimo diritto di cronaca e di critica, potrebbe incorrere in una delle fattispecie di reati previste. 
E poi in ultimo c'è chi teme che con questa legge si sia fatta rientrare dalla finestra la legge sull'omofobia che era stata fatta uscire dalla porta. Con il rischio che potrebbe diventare persino reato esprimere ad esempio opinioni su coppie gay, non offendendo necessariamente la persona omosessuale, ma esprimendo giudizi negativi sul matrimonio fra persone dello stesso sesso e sull'opportunità che un bambino viva in una famiglia omogenitoriale. 
Insomma le zone grigie non mancherebbero affatto. 
Tutta colpa del vizio italiano di emendare i testi aggiungendo norme e prescrizioni che il più delle volte con lo spirito della legge c'azzeccano come l'aceto sulla torta.  


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