Ragazzo gay rifiutato da scuola cattolica. Omofobia o caso Moncalieri?

21 settembre 2016 ore 11:36, intelligo
di Luciana Palmacci 

Un anno fa avrebbe subìto discriminazioni per una foto “osè” sui social, quest’anno la scuola che frequenta gli rifiuta l’iscrizione al terzo anno del corso da barista. La bufera iniziata a settembre 2015 all'Istituto religioso Ecfop (Ente cattolico di formazione professionale) che aveva investito un giovane 16enne gay di Monza non sembra essersi conclusa. Lo scorso anno il ragazzo fu lasciato in corridoio a seguire le lezioni "per la sua tutela", quest’anno nella sua classe non ci sarebbe stato posto per lui e la richiesta di iscrizione nulla perché arrivata troppo tardi. "La sua classe" ha detto il padre del giovane "oggi conta 18 alunni, l'anno scorso erano in 25, quindi posto per mio figlio c'è". Prima c'erano state una serie inconcludente di telefonate tra la famiglia e la scuola per formalizzare l’iscrizione, poi la scoperta della scelta dell’istituto. Il padre adottivo e la madre avrebbero infatti saputo del rifiuto del preside (che non ha ancora rilasciato dichiarazioni) “per via del suo orientamento sessuale”. Dall'istituto non è arrivato nessun commento. 

Ma di cosa si tratta, omofobia o errore? Ricordiamo un paio di anni fa un caso simile vide un'insegnante di religione di una scuola di Moncalieri (Torino) falsamente accusata, e poi scagionata, per aver offeso uno studente omosessuale e aver definito l’omosessualità una malattia. Sentenza arrivata dopo la ricostruzione dell’accaduto, sentendo tutti gli studenti presenti in classe nel momento del confronto
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