Stop cosmetici testati su animali, Corte Ue chiude anche le porte estere

21 settembre 2016 ore 17:09, Americo Mascarucci
I paesi europei possono vietare la vendita dei cosmetici testati sugli animali, anche quando le sperimentazioni sono condotte fuori dall'Unione. 
Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea, che si riferisce al caso in cui, per poter commercializzare prodotti cosmetici in paesi terzi come Cina o Giappone, i produttori devono effettuare sperimentazioni su animali "per comprovare la sicurezza del prodotto" secondo la normativa locale. 
Il caso è stato sollevato dal Regno Unito. Tre case produttrici, che fanno parte della Federazione europea per gli ingredienti dei cosmetici (Efci), hanno utilizzato ingredienti a sperimentazione animale fuori dall’Unione europea per vendere in Cina e in Giappone. Il diritto comunitario vieta la messa in commercio di prodotti cosmetici testati su animali, ma l’Efci ritiene che i regolamenti europei non vengono violati se la sperimentazione viene condotta al fine di conformarsi alle normative di Paesi terzi. 
La stessa federazione ha chiesto, però, alla giustizia britannica se gli stessi prodotti realizzati per Cina e Giappone si potevano vendere anche nel Regno Unito e la giustizia britannica si è rivolta alla Corte di Lussemburgo. 
Secondo una delle disposizioni, il prodotto cosmetico deve essere sicuro per la salute umana, e la sua sicurezza deve essere valutata sulla base di informazioni pertinenti ed essere oggetto di una relazione inclusa nella documentazione informativa sul prodotto. 

L’Efci fa valere che quando le sperimentazioni animali sono state effettuate allo scopo di conformarsi alle normative di paesi terzi il regolamento non viene violato. 
La Corte europea nella sentenza considera che "il regolamento persegue l’obiettivo di determinare le condizioni di accesso al mercato dell’Unione per i prodotti cosmetici e di assicurare un livello elevato di protezione della salute umana, vegliando al contempo sul benessere degli animali attraverso il divieto delle sperimentazioni animali. L’accesso al mercato dell’Unione è subordinato all’osservanza del divieto di ricorrere alla sperimentazione animale".
La Corte Ue quindi constata che "solo i risultati delle sperimentazioni animali invocati nella relazione sulla sicurezza del prodotto cosmetico possono essere considerati attinenti a sperimentazioni effettuate allo scopo di conformarsi alle disposizioni del regolamento. È quindi irrilevante la circostanza che le sperimentazioni animali siano state richieste al fine di permettere la commercializzazione del prodotto in paesi terzi".

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