Caso Leotta, parla Crepet: “Siamo arrivati a un punto di rottura. Cosa dico in ‘Baciami senza rete’”

21 settembre 2016 ore 12:48, intelligo
di Luciana Palmacci

Dobbiamo difenderci da soli della rete. Ognuno pensi con la propria testa” è il commento dello psichiatra Paolo Crepet a IntelligoNews sull'ennesimo caso di violazione della privacy sul web che ha coinvolto la giornalista Sky Diletta Leotta con foto privatissime rubate e diffuse a sua insaputa. Uno spunto lo offre il suo libro “Baciami senza rete" da cui proviamo a far partire la nostra analisi. 

Parliamo di violazione della privacy sul web, quanto e come il suo ultimo libro “Baciami senza rete” si potrebbe ricollegare al caso della giornalista Sky Diletta Leotta?  
“Nel mio libro parlo anche di libertà. Siamo liberi? Abbiamo lottato secoli per questo e ora mi chiedo se lo siamo davvero. Nel caso specifico questa donna derubata delle foto non si sente libera, perché è stata calpestata la sua intimità e la sua libertà dalla rete. Non possiamo vivere con la rete e dieci avvocati intorno che cercano di tutelarci. Dico che siamo arrivati a un punto di rottura, nient’altro che questo”. 

Quali rischi intravede nel comunicare attraverso gli strumenti tecnologici, anche nella coppia? 
“I rapporti di coppia saltano tutti. Già saltavano prima, possiamo immaginare adesso. Senza alcun dubbio l’elemento che le fa scoppiare è Internet. Sfido chiunque a dire il contrario. Poi una cosa perfino più grave è che ci sentiamo limitati nelle nostre libertà, questo è il problema”. 

Oggi si parla di rivoluzione digitale, che sta portando a una mutazione anche antropologica, come sia gli adulti che i giovani possono difendersi da tutto ciò?  
“Innanzitutto la rivoluzione digitale è una rivoluzione commerciale, voluta non da filosofi, poeti e scrittori, ma da commercianti. Zuckerberg ad esempio è un commerciante che vende delle cose: se uno vende chiodi spererà che tutti attacchino quadri. Giusto? È chiaro quindi che non possiamo aspettarci che chi vende la rete ci dia anche gli anticorpi per difenderci da sé stessa; o questi li troviamo noi attraverso uno spirito critico oppure attraverso quello che dobbiamo inventarci". 

E quali sarebbero questi modi? 
“La rete sicuramente non può darceli, ognuno di noi deve farlo, ad esempio una madre deve aiutare suo figlio a difendersi”. 

E un adulto come può farlo? 
“Un adulto a maggior ragione deve cominciare a dire ‘è questo quello che voglio’? Non sono un anti tecnologico, solo che come tutti quelli che bevono vino, ne bevono un bicchiere ma non si ubriacano. Il problema è che chi vende queste cose vuole questo, vogliono che siamo connessi 24 ore su 24. Quello che ha detto Tim Cook nella sua ultima intervista che vuole vendere uno smartphone per ogni cittadino del pianeta, dal suo punto di vista è giusto, perché lui vende questo. Dunque il problema è che o si dipende dalla Apple e si condivide quella filosofia, o si ragiona con la propria testa. Il punto di partenza è che ognuno si senta libero di pensare con la propria testa”.
autore / intelligo
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