Microchip sottocutaneo è realtà, basta una semplice iniezione

21 settembre 2016 ore 12:46, intelligo
di Eleonora Baldo

Sarebbero già 50 mila, secondo i dati riportati dal Wall Street Journal, le persone che avrebbero ceduto al fascino dell’ultima tendenza in fatto di hi-tech il RFID (Radio Frequency Identification Device):  un avveniristico micro-chip inserito sotto pelle, all’interno del quale sarebbe possibile immagazzinare i dati più disparati: dal codice di accesso del cancello di casa, alla timbratura virtuale del cartellino a lavoro o ancora l’inserimento delle coordinate di viaggio di un biglietto aereo. C’è poi chi si spinge ancora oltre sino ad immaginare, in futuro, l’utilizzo del dispositivo sottocutaneo a fini medici. 
 Tra i primi precursori a taggarsi, secondo la notata testata americana, vi sarebbero un giovane olandese portatore di numerosi dispositivi di questo tipo e un manager svedese, Andreas Sjostrom, imbarcatosi lo scorso gennaio su un volo della Scandinavian Airlines semplicemente “esibendo” al check in i dati incamerati nel proprio microchip sottocutaneo. 
Microchip sottocutaneo è realtà, basta una semplice iniezione
Ma accanto al generale entusiasmo sollevato dall’ultimo ritrovato tecnologico si è aperto un intenso dibattito etico. Infatti, se da un lato l’utilizzo in campo medico di tali dispositivi può portare a numerosi benefici, contribuendo anche a salvare vite umane – si pensi ad esempio alla possibilità di inserire i dati relativi al proprio gruppo sanguigno o alle allergie in relazione all’utilizzo di determinati farmaci – dall’altro, come fa notare Arianne Shahvisi della Brighton and Sussex Medical School, si pongono importanti quesiti in termini di consenso informato, come nel caso di persone affette da demenza. 
Non bastasse ciò, il chip sottocutaneo si presta bene ad alimentare le teorie più complottistiche di controllo coatto della società. Ed il pensiero va subito al film “Minority Report” con Tom Cruise in cui, grazie all’utilizzo di uno specifico programma di controllo sulle persone, era possibile prevenire la perpetrazione di un crimine “leggendo” le intenzioni delle persone. In un futuro sempre più prossimo, sarà così anche per noi? 

autore / intelligo
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