Guanto di sfida (con tattica) di Salvini a Parisi e Berlusconi: "Primarie"

21 settembre 2016 ore 17:18, Americo Mascarucci
"Sono pronto a fare le primarie con Berlusconi e anche con Parisi".
E' quanto annunciato dal leader della Lega Matteo Salvini a Politics, ieri sera in onda su Raitre, a proposito della leadership del centrodestra. 
La tattica è semplice: sfidare Parisi e vincere le primarie in accordo con Giorgia Meloni, Giovanni Toti e quanti nel centrodestra mal digeriscono il manager. 
E' certo Salvini che Berlusconi non si candiderà, dati anche i problemi di salute e che quindi sarà Parisi ad aspirare alla leadership nel campo moderato. 
Il segretario del Carroccio non esclude l'ipotesi di tornare alleato di Berlusconi nell'ambito della ricostituzione di un polo di centrodestra ma mette i puntini sulle i.
Non ha mancato ancora una volta di criticare la Chiesa complice di favorire a suo dire l'immigrazione clandestina.
"Ricordando le parole pronunciate nel 2012 dal grande Papa Benedetto XVI 'Prima del diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare', chiamerò in redazione L'Avvenire chiedendo se, per caso, il buon Dio ha delegato a loro la scelta di chi va e non va in Paradiso".
Per ciò che riguarda invece il rapporto con Forza Italia Salvini parla della necessità di costruire insieme un programma comune e condiviso "con un cantiere da aprire al più presto per l'individuazione di punti programmatici comuni che comunque non potranno prescindere dalla lotta all'immigrazione clandestina, dalla flat tax uguale per tutti e dalla messa in discussione dei vincoli e dagli accordi europei. Io sto cercando di trovare una formula per stare insieme". 

Guanto di sfida (con tattica) di Salvini a Parisi e Berlusconi: 'Primarie'
Da Forza Italia hanno fatto sapere che "la volontà di Berlusconi è di rilanciare un rapporto stretto, organico e programmatico con la Lega. Il suo atteggiamento è stato costruttivo e votato all'ascolto" con riferimento all'incontro di venerdì sera fra i due.
Tuttavia Salvini non chiude le porte ma ci tiene a ribadire di non fidarsi troppo dell'alleato A Radio Padania spiega: 
"Sulle proposte della Lega, a partire dalla riforma presidenziale, Berlusconi si è detto d'accordo, a parole. Ma l'essere d'accordo in linea di principio non basta: o si sottoscrive un programma comune, lasciando fuori dalla porta chi ti ha fregato, oppure niente". 
Ed è proprio su questo documento con cui delimitare in maniera chiara i confini del centrodestra e sbarrare le porte ai centristi di Alfano che il leader del Carroccio continua a spingere. 
Al momento l'unica unità vera Berlusconi e Salvini l'avrebbero raggiunta soltanto sul No al referendum e sull'opposizione al Governo Renzi con l'assicurazione da parte edi Berlusconi che non ci saranno inciuci con il Premier qualora questi dovesse perdere la sfida referendaria. 
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