Effetto vacanze, Renzi cambia idea: vada come vada il referendum "voto nel 2018"

22 agosto 2016 ore 10:49, Lucia Bigozzi
Dopo le vacanze c’è un nuovo Renzi. Se prima della pausa il referendum costituzionale era più o meno un referendum su di lui e la sua permanenza a Palazzo Chigi, oggi quadro di riferimento e obiettivi sono diversi; pesa su tutto la dichiarazione del “nuovo” Renzi che in sostanza ragiona così: vada come vada il referendum si vota nel 2018. Il concetto lo spiega in un’intervista condotta da Paolo Del Debbio allo “storico” Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta, cercando subito di smussare gli angoli rispetto ai suoi detrattori, nel senso che i D’Alema pronti a votare no e gli esponenti della minoranza dem non devono considerare la consultazione come una sorta di “vittoria” rispetto al congresso dem oppure come una sorta di Opa alla leadership del partito. Allo stesso tempo, il premier sollecita il presidente dell'Anpi Carlo Smuraglia a un confronto a una Festa de l'Unità proprio per chiarire una volta per tutte le posizioni in campo. 

Effetto vacanze, Renzi cambia idea: vada come vada il referendum 'voto nel 2018'
“Le elezioni noi ce l'abbiamo nel 2018”, risponde a Del Debbio che gli chiedeva se esiste il rischio di voto anticipato. E aggiunge: “La democrazia non è sotto assedio, i senatori dell'opposizione non difendono la democrazia ma le loro poltron
e. Se si legge il quesito ci sarà un sacco di gente, che vota Grillo o Lega, che dirà: a me Renzi sta antipatico ma io voto per semplificare”. E sulla consultazione popolare del prossimo autunno manda un messaggio chiaro a D’Alema che “se avesse messo un decimo del tempo che ha messo per attaccare me per attaccare Berlusconi... Ora D'Alema è in compagnia di Berlusconi e Salvini, si sono ritrovati. A D'Alema e agli altri della minoranza Pd dico: non si utilizzi il referendum per avere la rivincita del congresso perchè sarebbe poco serio. Il congresso lo faremo”. Decisamente più conciliante, invece col presidente dell’Associazione nazionale partigiani schierata per il no alla riforma costituzionale: “Sabato o domenica prossima decida lui dove e quando, io invito il presidente dell'Anpi insieme a me per un confronto civile sul sì o sul no a una delle nostre feste dell'Unità. Decidano dove vogliono loro: a Reggio Emilia, a Modena o a Bologna. Ci dice perchè vota no, io dico perchè voto sì e ci diamo un abbraccio”. 

Non sono mancate domande e risposte sui temi economici, auspicando che entro la fine dell’anno il Pil possa tornare a crescere dell’1 o dell’1,2%”. Il deficit che fa da zavorra alla ripresa, il premier lo considera un problema ma ci tiene a ribadire che “noi il rubinetto lo teniamo più chiuso degli altri”. Ammette poi che se da un lato “è ripartito il mercato del lavoro” dall’altro “l’economia non è ripartita come noi vorremmo”, indicando quella che considera la prospettiva cui tendere: “Il modello è giusto, è questione di tempo e fiducia, e di dire che l'austerity ha creato danni. Sicuramente bisogna dare un po’ più di soldi in tasca ai pensionati” e “con il buon senso del padre di famiglia, continuare ad abbassare le tasse”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]