Cannabis legale, per Meluzzi 'che Canton-ata': "C'è una contraddizione su giovani e mafie"

22 agosto 2016 ore 23:59, Andrea De Angelis
"Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità". Lo ha detto a Radio Radicale il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, interpellato sulla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis che da settembre tornerà all’esame della Camera dei deputati. IntelligoNews ne ha parlato con lo psichiatra Alessandro Meluzzi...

Cantone prende posizione, anzi la cambia e sottolinea come una "legalizzazione intelligente" possa aiutare i ragazzi. La criminalità però, sottolineano altri, resterà l'unico canale di vendita di cannabis per i minori, essendo quest'ultima vietata per legge a chi non ha ancora compiuto i 18 anni. Lei vede questa contraddizione?
"C'è una contraddizione logica. Essendo il consumo di derivati della canapa diffuso soprattutto tra i minori, ed essendo questo non ovviamente legalizzabile, è chiaro che questo provvedimento non solo non risolve questa affermazione di principio del dottor Cantone, ma apre altri problemi. E poi mi permetta di dire anche questo: il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione non dovrebbe occuparsi di appalti? Di moralizzazione della spesa pubblica? Questa materia riguarda invece la salute mentale, la salute pubblica, la pedagogia del rapporto con i minori. Qui invece si parla nel nome di un ipotetico isolamento o sterilizzazione del rapporto tra i giovani e le mafie che in questo caso non c'è".

Cannabis legale, per Meluzzi 'che Canton-ata': 'C'è una contraddizione su giovani e mafie'
Cantone ha fatto una distinzione tra droghe leggere e pesanti, specificando come nei confronti di queste ultime sia contro ogni possibile legalizzazione. Lei tempo fa si scagliò contro questa distinzione, della serie la droga è droga. Punto. 
"Certo. Anche l'alcool superati certi dosaggi diventa una droga pesante. Lo prova la presenza del coma etilico. La pesantezza di una droga può essere riferibile solo ai suoi effetti fisiologici. Essendo l'effetto dei farmaci e delle sostanze psicoattive dosi-dipendenti, la distinzione tra droghe pesanti e leggere è sbagliata anche da un punto di vista metodologico. Lo prova il fatto che oggi il contenuto medio del principio attivo dei derivati della canapa, che è il tetraidrocannabinolo, nelle nuove preparazioni è di circa venti volte superiore rispetto a quello che era una generazione di prodotto fa! Non si capisce con quale serenità si possa vedere un minorenne o anche un maggiorenne salire su uno scooter con un'alterata percezione del tempo di una frenata, della velocità o dell'equilibrio. Insomma, dello spazio-tempo. Tutto ciò mentre dall'altra parte si cerca di disincentivare duramente il consumo della nicotina e dell'alcool. C'è una vera e propria schizofrenia in questo, che non solo non risolve il problema del contatto con le mafie, ma che le facilita". 

Si riferisce alle abitudini di chi volendo trasgredire alzerà sempre di più l'asticella?
"Le mafie metteranno in commercio, diventando l'unica trasgressione possibile visto che la canna non lo sarà più, derivati come lo shaboo o il crack che bruciano il cervello dopo la prima somministrazione. E immetteranno dosi ancora più massicce di psicofarmaci di cosiddetta evasione del sabato sera. Non si risolve un problema, ma se ne pongono altri. Il consumo di queste altre sostanze aumenterà. Dunque Cantone ha preso una cantonata...".
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]