A Ventotene per il leghista Fedriga va in scena "la debolezza dell'Italia"

22 agosto 2016 ore 15:41, Marco Guerra
di Marco Guerra 

“A Ventotene va in scena solo una vetrina autoreferenziale. Non c’è alcuna strategia di difesa dei cittadini, l’unica politica è importare manodopera a basso costo dagli altri continenti”. Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega a Montecitorio nella conversazione con Intelligonews boccia la leadership europea a tre Merkel-Holland-Renzi : “L’Ue ha fallito su tutti i fronti, rappresenta solo lobby e burocrazie”. 

Oggi Ventotene è veramente il crocevia del futuro dell’Europa? Saranno gettate le basi per il futuro di una nuova Unione? 

"Le basi dell’Ue sono il fallimento, quindi nessuna vetrina fatta da Merkel, Holland e Renzi può rilanciare l’Europa; si tratta di un atto inutile. L’Ue è sempre stata autoreferenziale rispetto alle burocrazie, alle lobby e al potere stesso".

A Ventotene per il leghista Fedriga va in scena 'la debolezza dell'Italia'
Stabilità, immigrazione, governance e rilancio economica. Questi i temi sul tappeto, cosa si è sbagliato finora e quali le soluzioni?

"Intanto mi sembra un follia che la vittoria di Renzi sia quella di poter elemosinare la possibilità per l’Italia di fare debito. La flessibilità che lui vuole elemosinare alla Merkel è semplicemente nuovo debito pubblico che si fa sulla pelle dei cittadini italiani. Per quanto riguarda l’immigrazione, è un fallimento su tutti i fronti: abbiamo una politica dell'Ue che invece di difendere i confini, controllarli e fare entrare solamente chi ha veramente diritto perché scappa dalla guerra, fa entrare chiunque. E in questo quadro c’è una debolezza maggiore del nostro governo rispetto agli altri Paesi Ue. Il nostro esecutivo non vuole controllare, non vuole fare i respingimenti, non vuole fare i rimpatri. Sulle politiche economiche mi sembra che la governance dell’Ue sia stata solo quella di difendere lo status quo in favore di un’Europa dei poteri forti e non di un’Europa dei popoli". 

La Merkel cederà su questi punti? Lascerà spazio alle istanze degli altri Paesi o sarà sempre un Ue a trazione tedesca?

"Le finte battaglie di Renzi non vanno lontano perché anche se ottenesse qualcosa non servirebbe a niente. Ma di quale vittoria stiamo parlando? Di poter spendere qualche miliardo in più facendo debito pubblico?  Non ha senso, dobbiamo rivoluzionare tutta la politica europea. Non è possibile che ci sia un’Europa che sanziona degli Stati che sforano dell’0,1% il rapporto deficit/Pil e non sanzioni gli Stati che non migliorano il tasso di occupazione. L’Ue non guarda alle ricette che servono ai cittadini. La politica tedesca seguìta a ruota dall’Italia è semplicemente quella di importare manodopera a basso costo. Questo è lo scopo. Il vicepresidente della Cdu (partito della Merkel, ndr) ha detto che per integrare gli immigrati bisogna dare loro lavoro, e per farlo bisogna diminuire il loro salario orario. Quindi, nella sostanza vuol dire importare manodopera a basso costo ed escludere i lavoratori europei dal mercato del lavoro, levando loro la possibilità avere una vita dignitosa e di farsi una famiglia”.
Renzi sta utilizzando le questioni europee per una nuova comunicazione sul referendum.  Ha ribadito che il suo futuro non è legato all’esito della consultazione".

Se vincono i ‘No’ ci sarà quindi un Renzi Bis?

“Noi pretenderemo le elezioni, se ciò non avvenisse faremo una grande manifestazione a Roma, perché se non si dimette con le buone lo farà con la forza del popolo che, in modo pacifico ma deciso, chiederà le sue dimissioni. Intanto io mi andrei a rivedere le dichiarazioni di Renzi e della Boschi quando affermavano che un “premier serio se perde il referendum va a casa, cosa che non è mai stata fatta in passato”. Sentivo questo leit motiv fino ieri, prima che Renzi se lo rimangiasse. Questa è la misura precisa della credibilità del presidente del Consiglio”.

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