Ventotene, Polizia unica europea? Coisp: "Anche con 100 polizie se mancano strumenti è problema. In Italia è doppio"

22 agosto 2016 ore 16:33, Lucia Bigozzi
“Proposta positiva ma non vorrei facesse la fine delle dichiarazioni sul controllo del Mediterraneo dove il contributo dell’Ue è stato pari quasi a zero”. Non ci gira intorno Franco Maccari, segretario generale del CO.I.S.P, sindacato indipendente di Polizia, che con Intelligonews commenta la proposta sul tavolo di Ventotene per arrivare a un’unica Polizia europea.  

Come valuta la proposta di sperimentare una Polizia unica a livello europeo. E’ possibile? A quali condizioni? Aumenterebbe il livello di sicurezza dei cittadini?

"A parole siamo tutti bravi, poi però bisogna fare le norme, renderle applicabili e mettere giù i soldi. In linea generale è una proposta che vedo positivamente ma non vorrei che poi facesse le fine delle dichiarazioni che sono state fatte, ad esempio, per quanto riguarda il controllo del Mediterraneo sul versante immigrazione. In realtà più che dichiarazioni lì ci sono stati accordi poi disattesi, tanto è vero che oggi il contributo dell’Europa, almeno di quella frontiera è pari quasi a zero, tranne forse per qualche finanziamento ma che certamente non pareggia quello che mettiamo noi in campo".

Ventotene, Polizia unica europea? Coisp: 'Anche con 100 polizie se mancano strumenti è problema. In Italia è doppio'
Quindi come se ne esce secondo lei?

"Controlliamo pure, ma il punto è poi cosa facciamo? Anche se ci fossero altre cento polizie, se poi non vengono dati gli strumenti necessari per poter anche rimpatriare chi non può restare da noi, siamo punto e accapo. Il problema che abbiamo in Italia ce l’hanno anche gli altri Stati, solo che per noi è un doppio problema perché non ce li fanno passare per andare dove hanno deciso e se non mettiamo in campo norme che consentono il rimpatrio immediato dopo le dovute verifiche, non cambierà mai nulla".

Invece sul versante sicurezza, una proposta del genere può innalzare il livello di tutela dei cittadini di fronte agli attentati dell’Isis in Europa? 

"Prima occorre adeguare tutte le normative degli Stati. E mi riferisco anche alle normative dell’Intelligence: ad esempio noi non abbiamo possibilità di interloquire con alcuni Paesi dell’Europa, non sto parlando del Burundi pur con tutto il rispetto per il Paese africano. Troppa attesa per verificare se un nominativo se ha avuto già problemi o no nel resto dell’Europa: dico questo è ho detto tutto. Noi fermiamo gente che potrebbe essere già espulsa da altrui Paesi e in realtà non saperlo mail, o meglio veniamo a saperlo dopo mesi. In sostanza, il sistema è stato effettivamente creato ma poi nessuna ci partecipa. Prima è necessario fare le norme, poi renderle applicabili. Oggi sono preoccupato per una cosa: la Germania, la Francia dopo gli attentati hanno rinforzato in maniera sensibile sia il numero di persone nelle loro Polizie, sia i mezzi a disposizione. Noi non abbiamo fatto assolutamente nulla". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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