Dopo Scajola, l'altra fuoriuscita rischiosa. Così la Meloni "va a caccia" per distinguersi da B.

22 aprile 2014 ore 10:19, intelligo
Dopo Scajola, l'altra fuoriuscita rischiosa. Così la Meloni 'va a caccia' per distinguersi da B.
Dopo quella di Claudio Scajola
è stata l'esclusione potenzialmente più rischiosa, per certi versi la più inattesa. La mancata candidatura di Sergio Berlato - un’intera carriera politica costruita sulla macchina da voti dei cacciatori, fin dal 1990 quando fondò un partito su misura, il Cpa, Caccia Pesca Ambiente e sbarcò per la prima volta in consiglio regionale - ha spiazzato gli avversari di Forza Italia che poco credevano alla svolta animalista del partito. E ha fatto scattare il festeggiamento di parte dell'arcipelago animalista, ad esempio l'associazione "Centopercentoanimalisti", per il quale l'esclusione ha "un significato storico". D'altra parte Forza Italia ha lanciato segnali importanti, candidando nel vicino Nord Ovest due attiviste animaliste: Cristina Striglio della Onlus "Io amo gli animali", e Daniela Lazzaroni, presidente di Leidaa l'associazione animalista fondata da Michela Vittoria Brambilla. Nessuno, però nasconde il costo potenziale di questa scelta e dell'esclusione del tre volte parlamentare europeo. Berlato sarà candidato con Fratelli d'Italia dove porterà il suo pacchetto di voti (nelle elezioni europee del giugno 2009 venne eletto nella circoscrizione Nord-Est raccogliendo 58.137 preferenze). Gli uomini di Giorgia Meloni si stanno muovendo per corteggiare i cacciatori in tutta Italia - circa 700mila dall'ultima rilevazione risalente al 2007 - e qualcuno ipotizza (e spera) che il loro sostegno a Fdi-An possa essere decisivo per superare la soglia del 4%.
autore / intelligo
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