Sempre più reati sono informatici e la spending review taglia la polizia postale!

22 aprile 2014 ore 13:46, intelligo
Sempre più reati sono informatici e la spending review taglia la polizia postale!
di Stefano Sequino Sempre più reati informatici ma la spending review taglia la polizia postale. Oggi un crimine su cinque avviene nel cyberspazio, dai casi di pirateria informatica alla pedopornografia on line. Ma nonostante l'evidenza dei fatti e della cronaca, la polizia postale e delle comunicazioni (nel mirino del taglio alla spesa pubblica) chiude i battenti in decine di città italiane. Proprio la postale, sezione della polizia di Stato specializzata nella lotta ai migliaia i casi di sabotaggio e truffe e-banking che corrono sul web e quotidianamente minacciano cittadini e imprese, fino ai casi di cyberstalking e pedopornografia; l'ultimo tra questi è stata l'operazione "Nightbook" che ha riguardato un traffico on line di materiale pedopornografico sgominato dalla Procura della Repubblica di Catania proprio grazie all'apporto della postale. Nella partita che il Governo sta giocando sul terreno della riorganizzazione e dei tagli della pubblica amministrazione, il caso dello smantellamento di 72 sezioni di polizia postale e dell'accorpamento in pochi  presidi territoriali sembra quasi un clamoroso autogol. Il crimine informatico nel 2013 è infatti aumentato, secondo il rapporto Symantec, del 62% rispetto all'anno precedente e mentre da noi si pensa di smantellare o comunque tagliare uno dei pochi strumenti per combattere i malfattori della rete, la Commissione Europea ha promosso l'istituzione del Centro Europeo per la lotta alla criminalità informatica a conferma del fatto che il fenomeno deve essere affrontato con misure concrete e strategia. Tra l'altro il costo causato dal crimine informatico è iperbolico: solo in Italia ammonta a quasi 2,5 miliardi di euro l'anno e quasi 9 milioni di cittadini sono state vittime di pirateria informatica e cybercrime. A conti fatti, è evidente che la sforbiciata alla polizia postale potrà anche causare un "risparmio" della spesa pubblica ma è certo che risparmiare in sicurezza  informatica potrà comportare un danno economico ben più consistente, che sarà pagato da cittadini e imprese in termini di truffe, sabotaggi, violazione e sottrazione di dati sensibili, il tutto sostanzialmente traducibile in una nette perdita di competitività. Se si pensa poi ai reati di pedopornografia, i costi/benefici dell'operazione devono (dovrebbero) tenere in considerazione anche quei benefici sociali, non facilmente monetizzabili ma evidentemente preziosi, che derivano dalla soppressione e l'oscuramento di siti internet e, in generale, da una maggiore sicurezza dei cittadini. In altre parole, una scelta che rischia di causare il danno e la beffa insieme in un'ottica che, anzichè razionalizzare la spesa la taglia tout court, tagliando con essa gran parte delle possibilità di poter contrastare con efficacia il cybercrime. E mentre si discute sulla sorte di molti presidi territoriali della polizia postale, Troels Oerting, Capo del Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica ha dichiarato che il Centro "è stato istituito per fornire queste competenze in qualità di centro di fusione e di centro di sostegno operativo, investigativo e forense, ma anche grazie alla propria capacità di mobilitare tutte le risorse degli Stati membri dell’UE necessarie a mitigare e ridurre le minacce provenienti dai criminali informatici”. Come dire, si tratta di indagini complesse che spesso non possono essere portate a termine con successo esclusivamente dalla forza di polizia nazionale. Figuriamoci se nel frattempo viene smantellata...  
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