Ucraina, a rischio gli accordi. Ma è Ginevra che porta sfiga (dal Vietnam alla Siria)

22 aprile 2014 ore 16:31, Adriano Scianca
Ucraina, a rischio gli accordi. Ma è Ginevra che porta sfiga (dal Vietnam alla Siria)
La Russia sta mettendo “una croce sopra tutti gli accordi raggiunti a Ginevra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Alexandr Turchinov, in un comunicato in cui ha spiegato che l'occupazione di un altro edificio governativo a Kramatorsk, nell'est, da parte dei filo-russi, ha di fatto vanificato gli accordi di Ginevra. Il 17 aprile scorso, infatti, Russia, Usa, Ue e Ucraina hanno raggiunto un'intesa della città Svizzera per cercare di attenuare la tensione in Ucraina, il documento invitava un dialogo tra le parti per uscire dalla crisi. L'accordo di Ginevra rischia quindi di essere un patto diplomatico nato già morto, figlio di una diplomazia ormai troppo lenta per risolvere davvero le questioni internazionali. La stessa città elvetica è ormai il simbolo di una concezione diplomatica ottocentesca e inadatta ai tempi. Dire “accordo di Ginevra”, ormai, significa nominare una formula rituale e vagamente sfigata, la cui inutilità è già nota in partenza. Ne sanno qualcosa i siriani, che di accordi di Ginevra ne hanno avuti addirittura due. “Ginevra 1” è stato un summit che si è tenuto il 30 giugno 2012, per cercare di risolvere la crisi siriana. Il fatto che ne sia servita una seconda il 22 gennaio 2014 fa capire quanto il primo meeting abbia avuto successo. Anche “Ginevra 2”, tuttavia, è stato un flop: l'intera attività preparatoria è stata assorbita dalla sola compilazione della lista degli invitati, difficilissima a causa dei veti incrociati. In un conflitto militare, religioso, politico, diplomatico velocissimo, ha fatto quasi tenerezza vedere i funzionari delle nazioni unite barcamenarsi per mesi su mere questioni di forma. Ovviamente non si è risolto nulla. Hanno pensato di buttare giù una bozza di accordo proprio nella città svizzera anche i politici e intellettuali che nel 2003 intendevano risolvere la questione israelo-palestinese. L'accordo di Ginevra concederebbe ai palestinesi la quasi totalità della Cisgiordania, la Striscia di Gaza e parte di Gerusalemme, tracciando i confini di Israele vicino a quelli precedenti alla guerra dei Sei Giorni. In cambio della rimozione della maggior parte delle colonie israeliane in tali aree, i palestinesi limiterebbero il proprio diritto al ritorno dei profughi in Israele ad un numero stabilito da Israele, e farebbero cadere ogni altra rivendicazione verso Israele. Ovviamente è tutto restato lettera morta. Anche la disastrosa guerra d'Afghanistan che diede una grossa spallata all'Urss si conclude con degli "Accordi di Ginevra". Il trattato del 1988 diede formalmente avvio al ritiro delle truppe sovietiche dal paese. Le trattative furono così lungimiranti che proprio dalle milizie combattenti afghane di quegli anni nacque la rete del terrorismo mondiale guidata da un ex membro di mujaheddin, un certo Osama Bin Laden. E che dire della guerra d'Indocina degli anni '50, conclusa da una conferenza di Ginevra che cercò di riportare la pace nell'area. Fu firmato un accordo fra la Cambogia, la Repubblica Democratica del Vietnam, la Francia, il Laos, la Repubblica Popolare Cinese, lo Stato del Vietnam, l'Unione Sovietica, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Una manciata d'anni dopo scoppiava la guerra del Vietnam, nella stessa area, con gli stessi protagonisti. Strano che a Ginevra non l'avessero previsto...  
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