Festa dell'(dis)Unità, minoranza Pd silurata. Accadde già a Civati

22 aprile 2015, Adriano Scianca
Festa dell'(dis)Unità, minoranza Pd silurata. Accadde già a Civati
Le feste di partito, nel Pd, ormai dividono (quasi) quanto la legge elettorale. L’anno scorso era toccato a Pippo Civati

Il deputato protestò sul web perché, dopo aver ricevuto (alle 11 di sera del giorno precedente al lancio della Festa dell’Unità) la richiesta di intervenire in un giorno in cui l’esponente democrat era impegnato, lo stesso non aveva ricevuto poi proposte alternative dagli organizzatori. Come a dire: noi l’invito te l’abbiamo fatto, ma se proprio non puoi la cosa non ci fa troppo dispiacere… 

Quest’anno, invece, a far rumore è l’assenza alla kermesse di Bologna di Bersani, Cuperlo e altri esponenti della minoranza Pd.

Cosa che ha scatenato l’ira di Rosy Bindi, che ha chiamato in causa il presidente Matteo Orfini: "Fa davvero male leggere che alla imminente Festa nazionale dell'Unità non sarebbero stati invitati alcuni tra i più autorevoli esponenti del partito: dai fondatori, agli ex segretari, ai candidati alle primarie per la segreteria. Immaginare di fare una Festa nazionale selezionando le presenze politiche sulla base della fedeltà alla linea del segretario sarebbe un'involuzione, questa sì, che non ha precedenti nella lunga storia delle feste dei partiti popolari italiani". 

Per la Bindi, “si è interrotta la costruzione di un partito nuovo, democratico, laico e plurale. Il Pd non solo sta rinnegando la prospettiva del bipolarismo con la proposta dell'Italicum, ma sconfessa le sue radici uliviste per consegnarsi al pensiero unico del nascente Partito della nazione".
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