Dal divorzio lampo o matrimonio in prova, al divorzio breve: cosa cambia

22 aprile 2015, Marta Moriconi
Dal divorzio lampo o matrimonio in prova, al divorzio breve: cosa cambia
"Noi l’avevamo definito matrimonio in prova, con quel comma veniva sancita una pericolosa banalizzazione dell’istituzione matrimoniale. In pratica si affermava che ci si può sposare la domenica e divorziare il lunedì. Fortunatamente, ha prevalso la saggezza e la norma è stata stralciata. Ora resta da affrontare l’altro problema principale del disegno di legge, ovvero quello dei figli. Non è possibile trattare allo stesso modo i coniugi senza prole e quelli che hanno figli a carico": così a IntelligoNews commentava Carlo Giovanardi la modifica del testo in Senato sul divorzio breve, anticipando il secondo ostacolo che si prospettava: i figli.  

In sostanza bastano sei mesi per dirsi addio. Al massimo un anno se davanti al giudice. 

Il testo è già stato approvato in prima lettura alla Camera e prevede novità anche sulla comunione dei beni. 

Per la relatrice Alessia Morani si tratta di "una norma di civiltà. Sono decenni che il Paese aspetta norme più moderne che accorcino i tempi del divorzio riducendo peraltro quelle conflittualità di cui sono vittime in primo luogo i figli delle coppie che scelgono di separarsi". 

Ed ecco cosa prevede il divorzio breve in presenza o meno di figli:

1) Non saranno comunque più necessari gli attuali tre anni di attesa restano i due gradi di giudizio. 

2) Tutto dipende dalla comparsa dei coniugi in tribunale. 

3) Comunione dei beni: finisce quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o quando sottoscrivono la separazione consensuale. 

Ma non c'è il divorzio immediato, cioè senza separazione. Ma il divorzio breve sarà la panacea di tutti i mali?  PEr Giovanardi: "Lo Stato dovrebbe essere più interessato a promuovere la coesione sociale".

(m.m.)
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]