Migranti: Renzi fa la guerra ai trafficanti di esseri umani e la porta in Europa

22 aprile 2015, intelligo
“Combattere i trafficanti di morte che sono i nuovi schiavisti del ventunesimo secolo”. Così il premier Renzi nell’Aula di Montecitorio dove ha riferito sul piano del governo per affrontare l’emergenza migranti (replica in Senato) alla vigilia del Consiglio europeo straordinario chiesto dal governo italiano. 

AZIONE CONGIUNTA. Gli 850 cadaveri tra le acque della Libia e quelle della Sicilia impongono di passare dalle parole ai fatti. Nell’intervento a Montecitorio, il premier sollecita tutti e in primis l’Europa a “un approccio politico perché è politica la scelta dell'Ue di svolgere un summit straordinario giovedì, con la necessità di dare una risposta che non sia solo una reazione emotiva, ma politica: dare cioè una risposta ad un problema articolato”. Perché “è semplicistico dire 'tutti a casa' loro o accogliamo tutti” ha sottolineato e il riferimento – seppure indiretto – è rivolto alla Lega di Salvini. 

Parole che risuonano in un Emiciclo dove si notano molti banchi vuoti. Il presidente del Consiglio si dice fiducioso che “l’Ue possa cambiare passo e fare l'Ue non solo quando c'è da fare il budget”. In quest’ottica il vertice di domani deve essere qualcosa di diverso da un dotto club di specialisti tecnici che sanno tutte le dinamiche geopolitiche ma dimenticano di dare una risposta al dolore”. Poi Renzi rimarca che “per la prima volta dopo tanto tempo il naufragio ha provocato la consapevolezza da parte delle istituzioni internazionali”. 

MISSION DEL PIANO. Pieno coinvolgimento e responsabilizzazione dell’Europa. Sembra un passo in avanti nella presa di coscienza che l’Italia da sola non può gestire un’emergenza tanto grande. Un piano in dieci punti, con un cambio di passo anche nelle procedure di asilo che – è la richiesta dell’Italia – vengano gestite con un team europeo e dai ministri degli esteri ed estere patrimonio non solo di un paese ma di tutti. Il fatto che Renzi oggi abbia ribadito l’importanza del livello politico delle iniziative da assumere muove dalla necessità che il sì dell’Ue sia anzitutto politico.  

Il che non è così scontato, tantomeno automatico perché dopo il mandato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, i ministri degli Esteri  dell'Ue devono predisporre e approvare una missione di Politica di Difesa e Sicurezza Comune. Ma per farlo, serve l’unanimità dei 28 e pochi paesi disponibili a prendere parte alle operazioni simili al modello “Atlanta”, adottato dall’Ue nel 2008 per combattere la pirateria lungo le coste della Somalia. 

La missione militare, invece, non dovrebbe lanciare operazioni di ricerca e soccorso di migranti in mare. «L'aspetto salvataggio è coperto» dalla prima proposta del piano in 10 punti, ha spiegato il portavoce della Commissione: rafforzare la missione Triton di controllo alle frontiere, estendendo anche il raggio d'azione oltre le 30 miglia.

COSA PREVEDE. Si tratta di un’azione militare autorizzata da Ue e Onu finalizzata all’individuazione delle imbarcazioni dei trafficanti di esseri umani, pronte a partire dalle coste libiche e distruggerle. Accanto a questo tipo di intervento che si avvale di una rete investigativa e di intelligence, è prevista l’accoglienza dei migranti in campi attrezzati e gestiti da organismi internazionali dove avviene la verifica delle condizioni per il riconoscimento dell’asilo. 

Lo screening in loco permette di fare una prima “scrematura” come spiega il ministro dell’Interno Alfano e consentire il viaggio verso l’Europa alle persone che ne hanno diritto evitando così che tra di loro si nascondano trafficanti di esseri umani ma anche uomini dell’Isis. Quanto all’accoglienza, il piano che sollecita l’Italia prevede una ripartizione per quote dei migranti in tutti i paesi dell’Unione. 

Il piano stabilisce inoltre un rafforzamento della missione Triton, ma non è ancora chiaro il punto sul soccorso in mare che oggi, non è previsto tra le regole delle operazioni in mare finalizzate al solo controllo dei confini.

LuBi

autore / intelligo
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