Via lo scontrino, c'è la fattura elettronica: come funziona e i vantaggi sull'Iva

22 aprile 2015, Luca Lippi
Per evitare lo spesometro ed ottenere rimborsi IVA prioritari arriva la fattura elettronica fra privati. Estensione della meno recente fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione, la fattura elettronica licenziata ieri dal Consiglio dei Ministri con decreto rientra nel pacchetto legislativo nell’ambito della Delega fiscale.

Via lo scontrino, c'è la fattura elettronica: come funziona e i vantaggi sull'Iva
Così dal prossimo 1 gennaio 2017, anche i soggetti privati che emettono fattura, quindi i titolari di Partita IVA, potranno decidere di scegliere la trasmissione telematica della documentazione fiscale e gestire digitalmente le fatture elettroniche emesse e ricevute e le variazioni relative.

Anticipiamo che potrebbero esserci delle modifiche allo schema licenziato ieri, ma l’impianto funziona in questo modo: dal 1° luglio 2016 l’Agenzia delle Entrate darà la possibilità ai contribuenti di utilizzare un servizio, del tutto gratuito, di generazione e trasmissione delle fatture elettroniche.
La piattaforma cui si dovrà fare riferimento è la SID che è il sistema d’interscambio dell’Agenzia entrate.

Il Ministero dell’economia dal 1 gennaio 2017 aprirà l’accesso al SID anche ai soggetti passivi di IVA (commercianti, artigiani e liberi professionisti). Questi potranno accedere al SID per la trasmissione delle fatture emesse a privati, per la ricezione di fatture da altri soggetti titolari di Partita IVA e per trasmettere variazioni sulle fatture già emesse.

L’adesione al sistema di fatturazione elettronica fra privati è facoltativa, tuttavia è utile ricordare che non interfacciare l’attività con l’Agenzia delle Entrate comporta il controllo indiretto (tramite verifica degli organismi competenti) presso la sede o l’ufficio del contribuente (in sostanza la visita a campione della Guardia di Finanza secondo il vecchio schema).
Inoltre, il contribuente che aderirà alla piattaforma SID sarà sollevato dall’obbligo dello spesometro. Un altro vantaggio deriva dal fatto che sarà possibile evitare di comunicare all’Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e servizi, compiute nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi black list, il cui importo complessivo annuale è superiore a 10.000 euro.

Infine tutti i contribuenti che comunicheranno telematicamente il flusso in entrata e in uscita dell’attività avranno diritto al rimborso IVA in via prioritaria entro tre mesi dalla dichiarazione IVA annuale.

Attenzione però: prima di decidere se aderire o no all’opportunità offerta dal Governo, c’è da sottolineare che una volta data adesione al programma il non adempimento delle procedure comporterà una sanzione amministrativa che va da 258 euro a 6065 euro secondo l’importo dei dati omessi o mancanti.


autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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