Immigrazione, affondare i barconi si può? La proposta brutale che interroga anche i buonisti

22 aprile 2015, Americo Mascarucci
Distruggere i barconi degli scafisti si può? La proposta lanciata nei giorni scorsi come una provocazione da parte di alcuni esponenti di Forza Italia e della Lega Nord e rilanciata a tutta pagina dal direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti non sarebbe più tanto politicamente scorretta. 

Anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ha affermato che affondare i barconi si può a patto che ciò avvenga con il consenso dell’Onu e in accordo con le autorità libiche. Altrimenti senza le dovute autorizzazioni internazionali si tratterebbe di un atto di guerra.

Immigrazione, affondare i barconi si può? La proposta brutale che interroga anche i buonisti
Insomma il buonismo sembra iniziare a perdere terreno; eh sì, perché se ci sono morti in mare a causa delle pessime condizioni degli scafi pronti a rovesciarsi alla prima onda o ad affondare per il peso troppo eccessivo causato dall’elevata mole di profughi a bordo, ciò avviene anche perché forse non ci sono controlli a monte, ossia non viene materialmente impedito ai barconi di salpare con il carico di carne umana a bordo. Chi dovrebbe svolgere questo tipo di controllo? Le autorità libiche ovviamente, ma chi sono? Già, c’è un governo legittimo riconosciuto dalla comunità internazionale e un governo parallelo, diciamo pure abusivo, in mano ai fondamentalisti islamici che sembra esercitare un potere ben maggiore di quello ufficiale a cui per altro l’Onu impedisce ogni concreta possibilità di movimento imponendo l’embargo delle armi da parte degli stati membri.

Quindi il governo legittimo di fatto è costretto a soccombere a quello illegale, perché gli viene materialmente impedito di potersi difendere. Si continuano a promuovere negoziati di pace senza alcun esito e intanto in Libia regna l’anarchia. Quindi chi è che dovrebbe dare l’autorizzazione ad affondare i barconi? Mistero. Intanto però quella che nei giorni precedenti era apparsa una provocazione, quasi una proposta shock sta diventando seria, anche perché forse ci si sta accorgendo che a forza di essere buonisti si rasenta facilmente l’ipocrisia. Nessuno è insensibile al dramma degli immigrati che fuggono dalla guerra e cercano di raggiungere le nostre coste, ma se poi metà di loro perde la vita in mare proprio a causa dello stato di degrado delle carrette su cui vengono caricati fino all’inverosimile, che senso ha farli partire? Non sarebbe molto più utile distruggere gli scafi ed impedire che gli esseri umani, donne e bambini su tutti, affrontino il viaggio con tutti i rischi connessi?

Per la presidente della Camera Laura Boldrini la proposta rilanciata da Alfano non è praticabile, questo perché il barcone spesso e volentieri viene acquistato da un privato attraverso un circolo vizioso quanto perverso. Il meccanismo è più o meno il seguente: il trafficante si fa dare i soldi dai richiedenti asilo e poi con i soldi incassati va a comprare i mezzi da un privato, ovviamente di seconda mano e non certo in ottime condizioni. Quindi come si fa ad individuare il barcone o il gommone che verrà poi utilizzato dai trafficanti se di fatto è privato? Tutte domande legittime che però meriterebbero un approfondimento serio, il più possibile scevro da pregiudizi o posizioni ideologiche. Insomma, affondare i barconi non può essere considerato un gesto razzista nel momento in cui sono proprio questi la causa principale delle ecatombe in mare.

Chissà che l’Europa e magari anche l’Onu non inizino ad assumersi finalmente qualche seria responsabilità? Fino ad oggi al di là degli attestati di solidarietà all’Italia lasciata sola ad affrontare l’emergenza non si è visto nulla, se non mere dichiarazioni di volontà senza alcun seguito oggettivo. Soprattutto è evidente il tentativo pilatesco di non prendere responsabilità rinviando continuamente le decisioni, ricercando sempre e comunque in ogni situazione quella fantomatica via diplomatica che assomiglia tanto ad un alibi per nascondere l’incapacità di agire. Ma non si può sempre ricercare il negoziato ad ogni costo e ci sono circostanze in cui dalle parole è necessario passare ai fatti. Affondare i barconi si può? Se la vita umana ha davvero un valore anche questa ipotesi, brutale quanto volete, è proprio da scartare a priori?
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