Ambasciatore gay in Vaticano, Adinolfi risponde a Luxuria: "Francia non manderebbe mai un alcolizzato in Arabia"

22 aprile 2015, Andrea De Angelis
L'attesa risposta alla Francia sull'ambasciatore Laurent Stefanini sarebbe arrivata. Secondo il settimanale Canard Echainé sabato il Papa ha incontrato privatamente Stefanini confermando il "suo rifiuto di dargli il gradimento". 
Il diplomatico scelto dall'Eliseo per seguire le vicende del Vaticano a Villa Bonaparte sarà dunque sostituito dal presidente francese. Nelle scorse settimane attorno al suo nome si era aperto un caso visto che, secondo diverse indiscrezioni, il no sarebbe arrivato perché omosessuale. IntelligoNews ne ha parlato con il giornalista Mario Adinolfi...

Ambasciatore gay in Vaticano, Adinolfi risponde a Luxuria: 'Francia non manderebbe mai un alcolizzato in Arabia'
Che idea si è fatto sul caso Stefanini?

«C'è stata un'evidente forzatura da parte del governo di Hollande che ha ritenuto di dover dare uno schiaffo alla Santa Sede. Ricordiamo che è il governo che ha varato il matrimonio omosessuale nonostante manifestazioni contrarie con oltre un milione di francesi in piazza. Il governo che ha consentito l'arresto di padri di famiglia che semplicemente indossavano una maglietta con il logo dell'associazione La Manif Por Tous, logo composto da un uomo, una donna e due bambini. Un governo che riteneva dunque di poter approfittare di una capacità di ascolto, che è sempre stata analoga da parte della Chiesa cattolica, arrivando a una nomina provocatoria». 

Eppure Stefanini oltre ad avere un curriculum perfetto ha anche ottimi rapporti con il clero francese. 

«Sì, ma infatti qui non è in discussione la persona di Stefanini, il problema è tra la Santa Sede e il governo francese. La cosa è ben diversa». 

Luxuria ci ha detto che in questo modo vi è da parte del Papa e del Vaticano un favoreggiamento della discriminazione. Come risponde?

«Luxuria deve semplicemente mettersi d'accordo con sé: non si può un giorno dire che Papa Francesco è un punto di riferimento e il giorno dopo dire che è un discriminatore. Papa Bergoglio dice sempre le stesse cose, si dovrebbe avere rispetto per lui. Questo vale per il governo francese e anche ovviamente per le dichiarazioni minori. Poi sopravviviamo tutti all'opinione di Luxuria. Il dato oggettivo è che nei confronti del Papa ci vuole rispetto e invito tutti a leggerlo: occorre l'intelligenza di capire che dice sempre le stesse cose con una certa nettezza e che le sue parole affondano in radici lontane. Non sono improvvisazioni, Luxuria fa le improvvisazioni, un Papa no».

Non basta leggere i titoli dei giornali, occorre studiare testi e discorsi.

«Ma sì, è una necessità. Bisogna essere umili abbastanza da voler approfondire, se poi non si vuol farlo e muoversi in superficie rispetto a logiche di show business bisogna sapere che queste sono diverse dalle logiche delle cose serie». 

Potrebbero esserci ripercussioni nei rapporti diplomatici tra Francia e Vaticano?

«Penso che la Francia ragionerà sulla forma con cui ha inteso cercare un'ulteriore forzatura rispetto alla Santa Sede e offrirà un altro nome adeguato per il ruolo delicato di ambasciatore. Non mi sembra che ci siano le condizioni da guerra diplomatica, ma c'è giustamente la capacità della Santa Sede, che è uno stato sovrano, di dare risposte adeguate. Non credo che la Francia avrebbe mandato un ambasciatore alcolizzato in Arabia Saudita ecco...».
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