Regionali Puglia: tutti i dietrofront di Schittulli, dalle primarie all'unità del centrodestra

22 aprile 2015, intelligo
Regionali Puglia: tutti i dietrofront di Schittulli, dalle primarie all'unità del centrodestra
Regionali Puglia, riassunto delle puntate precedenti. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, il partito di Adriana Poli Bortone che però sostiene Francesco Schittulli contro di lei, lancia la proposta di decidere il candidato del centrodestra tramite le primarie. 

Poli Bortone, pur polemica rispetto alla proposta che il suo partito non le ha neanche comunicato in anticipo, si dice “pronta”, a patto però che “siano d’accordo tutti i partiti del centrodestra, a cominciare da Forza Italia, Noi con Salvini, Psi, Dc, Pli, Pensionati, Fdi, la recente area popolare ecc”. 

Francesco Schittulli, che a novembre del 2014 definiva le primarie “un capitolo chiuso” perché non c’era più tempo per farle, ritiene ora, a ridosso della presentazione delle liste, “assolutamente condivisibile” la proposta della Meloni. 

Luigi Vitali, il coordinatore in Puglia di Forza Italia, il partito a cui è iscritto Schittulli ma che sostiene la Poli Bortone, spiega che le primarie sono “una farsa”.

Certo, col senno di poi appaiono beffarde quelle parole dell’ex presidente della Provincia di Bari, che lo scorso febbraio, dopo essere stato designato da Berlusconi in persona, affermava orgoglioso: “Il presidente Berlusconi mi ha detto dell’adesione di tutta Forza Italia, mi ha fatto gli auguri e si è complimentato con me per essere riuscito a compattare tutte le forze politiche della coalizione: siamo l’unica regione in Italia dove succede questo e penso sia di buon auspicio”. Decisamente non fu un buon auspicio. 

E infatti già alla fine di marzo, dopo che era esplosa la grana Fitto e il centrodestra si avviava verso l’implosione, Schittulli si faceva più prudente, notando che “la dialettica che si registra in questi ultimi giorni in una componente rilevante della coalizione, come è Forza Italia, mi porta a riflettere sulla condizione che ho posto quando mi sono candidato: ovvero l’unità del centrodestra, senza la quale tutti saremo responsabili di aver lasciato la Puglia e i pugliesi nelle mani della sinistra”.

Come dire: o c’è unità o me ne vado. Ma anche queste, a conti fatti, si sono rivelate parole incaute: un mese dopo, di unità non c’è traccia e anzi sembra che siano tutti contro tutti. Del resto le primarie stesse, accolte tanto entusiasticamente da Schittulli, sono per definizione non unitarie (altrimenti ci sarebbe un solo candidato e nessun bisogno di eleggerlo chiamando in causa gli iscritti). 

Quale sarà il prossimo capitolo della telenovela?
autore / intelligo
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