Forza Italia in riunione: Berlusconi barricadero e i fittiani sull'Aventino

22 aprile 2015, intelligo
Da Forza Italia modello partito repubblicano negli States, a Renzi “malato di bulimia di potere”, passando per l’Italicum “legge autoritaria”. E’ un Berlusconi in versione barricadera da campagna elettorale quello che alla Camera incontra i parlamentari azzurri. Tutti, tranne i fittiani che disertano l’incontro su legge elettorale e regionali.

SILVIO L'ANTI-MATTEO. La carica ai suoi Berlusconi la dà quando calibra l’affondo nei confronti del premier “malato di bulimia di potere” (secondo il tweet di Renato Farina presente alla riunione) e quando sull’Italicum dice che si tratta di una “legge autoritaria” perché Renzi non può “prendersi il potere totale con il 30 per cento dei voti, grazie a una legge che di fatto, con lo sbarramento al 3 per cento, annulla e polverizza l’opposizione. Dobbiamo impedirlo”. Peccato che la stessa legge il suo partito l’abbia già votata in Senato ai tempi del Patto del Nazareno, ma si sa: chi di patto ferisce di patto perisce… 

Ora Berlusconi sta all’opposizione e da lì rilancia la battaglia per risalire la china del consenso elettorale, compresi i voti che, nel frattempo, Salvini ha drenato dal suo bacino di riferimento storico, nella corsa alle percentuali che i sondaggi fissano per la Lega al 16 per cento e per Fi tra il 12 e il 13 per cento. Silvio riparte da qui, da quel “siamo in un Paese a democrazia sospesa” e la cosa da fare per ribaltare lo scenario è fare di Fi il “il partito dei moderati, come quello repubblicano made in Usa”.

FITTIANI SULL’AVENTINO. Assenti. Raffaele Fitto e i suoi uomini non sono alla riunione convocata da Berlusconi, dando anche plasticamente il senso e le dimensioni della spaccatura interna a Fi e incardinata sul caso Puglia con due Fi che sostengono due candidati diversi nella sfida a Michele Emiliano (Pd). Riunioni? “E per discutere cosa? Visto che, da settimane, ci sono commissariamenti a tutto spiano, nomine decise dalla sera alla mattina, e una gestione totalmente fuori dalle regole. Riunioni così non servono neanche a salvare la forma, figurarsi la sostanza. Il partito è sempre più nel caos, sia politico-strategico sia organizzativo”. Così il leader dei dissidenti che in una nota mette in guardia sulla “deriva neo-Nazarena” nel post-elezioni regionali “sul piano politico sempre più evidente (la cosa sarà solo mascherata da qualche stentorea dichiarazione da campagna elettorale). E questo è inaccettabile".

Sul piano interno e organizzativo, Fitto nota che "Forza Italia pronuncia parole di fuoco per la sostituzione di dieci membri del Pd della Commissione Affari Costituzionali della Camera” ma si domanda - ricorrendo a un esercizio retorico - se sia lo stesso partito nel quale “per ‘crimine di opinione’ , cioè solo per aver espresso un’opinione o per aver partecipato a un’assemblea, dirigenti e parlamentari di diverse parti d'Italia sono stati commissariati o sostituiti o rimossi dai loro incarichi di partito. E, con la stessa "logica", sempre senza regole, si sta procedendo all'esclusione di candidati dalle liste regionali. E' uno spirito liberale a intermittenza: liberali nei giorni pari (a casa d'altri), imbavagliatori nei giorni dispari (a casa propria). Per queste ragioni, non mi pare che ci siano le condizioni per un dibattito di verità nei gruppi parlamentari”. 

In Transatlantico gli spifferi di Intelligonews registrano un clima teso tra i ranghi azzurri. E il fatto che i fittiani abbiano disertato la riunione con il leader apre ad altri interrogativi lasciando spazio ad altri scenari che potrebbero palesarsi sia in Parlamento che nelle ‘piazze’ al voto. Della serie: se il Pd sembra incamminato verso l’Italicum-redde ratione, anche Forza Italia non si sta facendo mancare nulla. 

LuBi
autore / intelligo
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