Altro orrore in asilo, arrestata maestra a Rimini: strattoni ai bambini anche per tirarsi su i pantaloni

22 aprile 2016 ore 16:29, intelligo
di Luciana Palmacci

Continuano purtroppo i maltrattamenti nelle scuole? Questa volta la triste vicenda è accaduta in un asilo di Rimini, dove oggi 22 aprile è stata arrestata l’ennesima maestra per violenza sui minori. La donna di 61 anni sarebbe già stata sospesa dal servizio nel 2010 per un caso analogo. Stavolta a denunciare il suo comportamento è stata una collega. Le indagini erano iniziate infatti dopo la segnalazione di questa che avrebbe raccontato di aver assistito in diverse occasioni a una serie di condotte aggressive e violente nei confronti dei piccoli della sua sezione.
Altro orrore in asilo, arrestata maestra a Rimini: strattoni ai bambini anche per tirarsi su i pantaloni
Le dichiarazioni della collega avrebbero trovato riscontro nelle immagini acquisite giorno per giorno dai Carabinieri a partire dal febbraio di quest’anno, e dalle quali sarebbero emersi strattoni e spinte ai danni dei piccoli. Pare che i bambini venissero sgridati per futili motivi, perché non riuscivano a tirarsi su i pantaloni o non raggiungevano in tempo il bagno. Vivevano dunque una situazione di insostenibile disagio fisico e psicologico, che - a detta del perito nominata dal Pubblico Ministero - può causare danni irreparabili nelle relazioni comportamentali e sul sistema cognitivo e di apprendimento di soggetti in età evolutiva quali appunto i bimbi in questione. 

Questi in sintesi gli elementi che hanno concorso a formare le valutazioni dapprima del Pm Ercolani, e poi del Gip Casadei, in ordine al reato di maltrattamenti considerando soprattutto la recidività dell’indagata ora agli arresti domiciliari.
La vicenda si unisce ai diversi casi accaduti ultimamente in Italia, come l’ultimo di due giorni fa in un asilo di Roma dove tre maestre erano state accusate di maltrattamento, tra cui per ora una arrestata dai carabinieri e due allontanate dall’insegnamento. I piccoli tra i 12 e 24 mesi sarebbero stati strattonati, trascinati di peso e costretti a mangiare, secondo le prime ricostruzioni. In quel caso le indagini sarebbero state effettuate attraverso intercettazioni ambientali avrebbero rilevato che le “educatrici” punivano i bambini con schiaffi, scossoni e urla.

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