Gb, uccide il "suo" vecchio pedofilo: niente carcere e giudice paga spese. Torna la legge del taglione?

22 aprile 2016 ore 11:01, Andrea De Angelis
"La vita è un dono, legata a un respiro. Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo". Quando Renato Zero scrisse questo testo, probabilmente pensavo a coloro i quali si lamentano per sciocchezze dimenticando che il dono più grande è la vita. Di certo lo sanno bene tutti quelli che da sempre, a costo di portare avanti battaglie spesso impopolari e certamente non facili, si sono dichiarati contro la pena di morte. Il famoso "occhio per occhio, dente per dente" non è giustizia. La pena di morte non è giustizia. La vittima che toglie la vita al carnefice diventa carnefice. È anche questione di numeri.

Eppure la pena di morte esiste. Lo sappiamo bene. L'esempio più clamoroso è quello degli Stati Uniti (anche se con i dovuti distinguo, visto che non è presente in tutti gli Stati, anzi). Detto ciò, qui non parliamo esattamente di questo tema. Ma neanche di legittima difesa, questione particolarmente calda in queste ore in Italia. Stiamo parlando invece del farsi giustizia da sé, di quella vendetta portata avanti dal singolo, senza passare dai tribunali. Facile no? Tu ha abusato di me quando ero piccola e indifesa, ora che sono più grande e forte te la faccio pagare. Fino ad ucciderti. 
Per fortuna, direte voi, esiste il diritto. Se il carnefice sbaglia viene processato e rinchiuso in carcere, là dove avrà la possibilità di scontare la sua pena e rifarsi una vita. Il famoso reinserimento sociale. Macché. Chiacchiere. Non è così. Non ci credete? Allora leggete cosa è successo in Gran Bretagna adesso. Non tanti anni fa. Non nel Medioevo. Nel 2016. 
Gb, uccide il 'suo' vecchio pedofilo: niente carcere e giudice paga spese. Torna la legge del taglione?
Un giudice si è offerto di pagare le spese processuali a un’adolescente che ha pugnalato il pedofilo che ha abusato di lei quando aveva solo otto anni. E si è rifiutato di mandarla in carcere. Succede a Bradford, nel Regno Unito. L’episodio risale al 2009, quando la ragazza era solo una bambina e l’uomo ha approfittato di lei. Sei anni dopo la violenza, il pedofilo è uscito di prigione e la ragazzina, delusa dalla giustizia, ha deciso di vendicarsi. E lo ha accoltellato al petto. Dopo averlo ucciso si è consegnata alle autorità. Ma la ragazza non andrà in carcere perché il giudice si è opposto.

Per il giudice sarebbe una “vergogna” mandare "una sopravvissuta come lei in prigione". Niente carcere dunque per la ragazzina ma una periodo di due anni in un centro di riabilitazione per minori. 
Ma non è tutto. Il giudice ha aggiunto: "La ragazza ha agito come una persona che ha perso ogni fiducia nel nostro sistema legale". Il punto è quanti lo perderanno, ora, dopo una simile decisione. Ai posteri l'ardua (neanche troppo) sentenza. 



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