Eurogruppo ed Ecofin alla prova del fattore Grecia (e non solo): sblocco aiuti divide l'Europa

22 aprile 2016 ore 11:52, Luca Lippi
L’Eurogruppo che si riunisce ad Amsterdam precede l’Ecofin di oggi pomeriggio, nei fatti la riunione è leziosa, nel senso che non ha alcun valore programmatico, è semplicemente uno scambio di opinioni, per la più parte già ampiamente condivise in via privata, ma necessaria e sufficiente per dare da scrivere qualcosa, è il solito giro dei Ruoli dei compiti e delle funzioni.
Le economie che vivono una forte crisi all’interno dell’Eurozona, sono a un punto cruciale, l’Italia che attraverso le amministrative e soprattutto il referendum sulla riforma costituzionale mette in serio rischio il clima valutativo dell’operato del governo minandone la permanenza fino a fine mandato. Oltretutto c’è il fondo Atlante che per buona pace è stato definito adeguato ma a Bruxelles sanno benissimo che è solo un raggiro degli obblighi Europei (a noi interessa risolvere comunque!). Riguardo la Grecia c’è un velo di malcontento dove Tsipras rialza la testa rivendicando una ripresa che è più di facciata, e quindi non tollera altre restrizioni dalle autorità finanziarie Europee.

Eurogruppo ed Ecofin alla prova del fattore Grecia (e non solo): sblocco aiuti divide l'Europa

E che dire del Panama Papers? Anche in questo caso non c’è niente da dire, un fascicolo di carte “vecchie” alla stregua delle comunicazioni di conto corrente (la corrispondenza delle banche) che si trovano nei cassonetti.
Questa è la consistenza della riunione, nulla di più. Alla fine l’argomento più importante sarà come tutelarsi per recuperare risorse dalla Grecia, già, perché dietro la carota della “buona strada” si nasconde il bastone dell’ alleggerimento del debito greco che si può modulare solo dopo l’accordo sull’attuazione del programma con i creditori. 
In buona sostanza Jeroen Dijsselbloem ha detto che “Di una ristrutturazione del debito non abbiamo finora mai discusso. L’unico elemento che abbiamo è l’impegno a valutare la messa a punto di nuove misure a patto che la Grecia faccia fronte interamente ai propri impegni”. 
Per tutta risposta Tsipras ha già anticipato che: “In un momento in cui il quadro è quello di un’economia greca in procinto di uscire dalla crisi, dobbiamo tutti prendere le decisioni giuste. Voglio dire che la Grecia si trova quasi alla fine della corsa e che ora necessita di una spinta in avanti, non di una spinta all’indietro. È quindi necessario impedire a coloro che hanno fatto dei grossi errori, con scelte sbagliate e previsioni sbagliate, di rifare gli stessi errori un’altra volta. La Grecia ha un avanzo primario dello 0,7%, cioè un punto percentuale sopra i target, e non necessita di ulteriori misure di austerità. Quel che serve alla Grecia è un necessario alleggerimento del debito, se vogliamo far sì che l’economia decolli”.
Tradotto significa che pur non parlando di niente alla riunione in programma ad Amsterdam, è bene che i ministri delle finanze dell’Eurozona si tolgano dalla mente di risucchiare altre risorse alla Grecia. 
Ovviamente c'è sempre pronta la mano alzata della Germania che non condivide niente della politica monetaria della Bce e soprattutto dei continui prestiti a economie ormai ridotte "alla lisca", ma anche di questo già si sapeva, oggi fra una stretta di mano e una pacca sulla spalla si confermeranno a quattrocchi i disaccordi.
Per chi non se ne fosse reso conto, è tutto fermo, unico obiettivo è quello di non cambiare lo stato delle cose, e finché non c’è certezza su questo inutile lavorare e rischiare di fare un favore a chi verrà dopo!

autore / Luca Lippi
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