Roma, Di Stefano: "Al Pincio show allucinante. Salvini e Meloni? Troveranno accordo con i moderati"

22 aprile 2016 ore 12:41, Andrea De Angelis
Una diatriba senza fine. Anche dopo il Pincio. E se ieri qualcuno poteva aspettarsi un cambio di passo ha dovuto ricredersi. Roma resta un caso, anzi il caso spinoso del centrodestra. Nella capitale e con il rischio di allargarsi all'intero Stivale. Meloni? Bertolaso? Marchini? IntelligoNews, a un mese e mezzo dalle elezioni, ne ha parlato con il leader di Casapound e candidato sindaco Simone Di Stefano...

Giorgia Meloni dice che la questione è tutta interna a Forza Italia. Voi ci avevate visto lungo? Oppure c'è ancora spazio per ricompattare il centrodestra? In particolare mi riferisco a Berlusconi. 
"Il centrodestra è bello compatto in tutta Italia tranne che a Roma. Non è la questione come la ponevamo noi, qui parliamo di diatribe interne, di persone che cercano di affermare la propria immagine. Noi auspicavamo una rottura politica sostanziale basata sulla critica al fatto che Forza Italia stia nel Ppe mentre Salvini è con Le Pen. Questa è la rottura politica sostanziale, mentre qui stiamo vedendo un balletto di affermazioni personali che poco hanno a che fare con la politica. Non è questa la rottura politica che auspicavamo". 

Storace in una nostra intervista ha detto che c'è chi usa Roma per altri interessi, riferendosi probabilmente a battaglie future di livello nazionale. Anche lei la vede così? Anche Salvini gioca la partita di Roma per altri progetti?
"Sì, è evidente che è così. Stiamo assistendo a un posizionamento di leadership di Salvini e Meloni all'interno del centrodestra nazionale. Da luglio cambia in modo sostanziale la legge elettorale, si darà un premio elettorale alla lista. Questi personaggi avranno ancora voglia di stare insieme? Io penso di sì. A noi riguarda poco, siamo arrivati a un momento di rottura tanto con Meloni quanto con Salvini". 

Perché?
"Perché hanno posto un veto. Casapound va bene finché bisogna riempire le piazze e fare una manifestazione a Roma, però poi a un mese dalle elezioni quanto te lo chiedono dici che neanche li conosci. Noi auspicavamo la nascita di un soggetto nazionale forte". 

Roma, Di Stefano: 'Al Pincio show allucinante. Salvini e Meloni? Troveranno accordo con i moderati'
Per il centrodestra la ferita di Roma è rimarginabile?
"Credo sia ampiamente rimarginabile. Giorgia Meloni, come anche Matteo Salvini alla fine l'accordo con i moderati lo troveranno sempre. Abbiamo sentito Salvini dire peste e corna di Alfano, Lupi e poi li ritroviamo tutti insieme a Milano. Da quelle parti non credo più ci sia qualcosa di non rimarginabile. Pensiamo al no-euro o all'uscita dalla Ue. Non sento più nulla, non ne parlano più. Per stare nei moderati ti devi moderare anche tu, per questo la ferita è ampiamente rimarginabile. Sono convinto che prima della presentazione delle liste troveranno un accordo per salvare capre e cavoli". 

Ieri al Pincio è stato contestata Rita Dalla Chiesa perché ha parlato delle sue battaglie a favore degli omosessuali. Che idea si è fatto? L'errore di un singolo o di un partito?
"Questa è la dimostrazione di come chi fa la politica solo in base a ciò che vediamo in televisione porti a cose allucinanti. Trovo allucinante solo il fatto che Meloni l'abbia proposta, poi lei ha detto di no, ma è stata portata al Pincio per fare un pomeriggio con i vip. Questo lo trovo drammatico. E poi Meloni ha perso consenso proprio nelle battaglie politiche". 

A cosa si riferisce?
"Una persona che va in giro a dire che dobbiamo dare l'asilo gratuito dal terzo figlio in poi quando qui non si riesce neanche a fare il primo, vuol dire che dopo tanti anni in Parlamento e tante migliaia di euro al mese si è perso completamente il nesso con la vita reale delle persone. Ecco perché il comizio di piazza si tramuta in uno show in cui prendere applausi e 'mi piace' sui social...".
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