Roma, Santanché: "Berlusconi sia Berlusconi: è giusto andare con la Meloni in questa elezione"

22 aprile 2016 ore 15:39, Lucia Bigozzi
“Berlusconi non sia un giocatore ma la squadra”. Messaggio-auspicio che Daniela Santanchè, parlamentare di Fi, consegna al leader del suo partito nella conversazione con Intelligonews ragionando sulla sfida elettorale per Roma. Lei non ha dubbi: Berlusconi dovrebbe optare per la Meloni “la migliore candidata sindaco del centrodestra” e Guido Bertolaso dovrebbe farsene una ragione.

Salvini si dice convinto che Berlusconi abbia più di un barlume di lucidità ma che in questa fase sia è circondato da persone assetate di poltrone. E’ così?

«Non ho mai partecipato a guerre di bande o di poltrone. A me quello che interessa è che Berlusconi sia Berlusconi. E’ stato il più grande federatore della storia della Repubblica italiana, ha messo insieme ciò che insieme non stava, privilegiando sempre la squadra. Mi auguro che oggi Berlusconi sia questo: non un giocatore ma la squadra»

Come commenta la dichiarazione del leader della Lega che dice: se Berlusconi optasse per Giorgia Meloni a Roma non sarebbe in discussione la leadership del centrodestra?

«Ma oggi non parliamo di leadership; oggi parliamo infatti del candidato sindaco di Roma, il miglior candidato. Tutti hanno fatto degli sbagli, abbiamo fatto tutti degli sbagli: prima sì, poi no, poi Bertolaso, poi la candidatura della Meloni… Siccome io sono una donna che guarda a domani e non a ieri, dico: la Meloni è la migliore candidata sindaco del centrodestra ed è giusto andare con la Meloni in questa elezione. Tutto il resto sono chiacchiere».
 
Può essere il caparbio Bertolaso a costringere Berlusconi a non cambiare strategia? Tra l’altro, ieri lo stesso Bertolaso ha fatto intendere anche la possibilità di un dialogo con Marchini. Cosa risponde?

«Bertolaso sarebbe un bravissimo sindaco: è sicuramente un uomo del fare, è l’uomo delle emergenze – dai terremoti alle alluvioni – che ha sempre risolto – e Roma è uno tsunami, è un disastro e lui sarebbe un ottimo sindaco. C’è un problema però: non dovrebbe fare la campagna elettorale e quindi dovrebbe essere un candidato di Renzi perché solo Renzi riesce a sedersi sulle poltrone, come a Palazzo Chigi, senza le elezioni. Noi non siamo capaci a mettere Bertolaso al Campidoglio senza la campagna elettorale. La campagna elettorale non è cosa sua; non tutti siamo bravi a farla e non c’è niente di male. Quindi non potendolo mandare al Campidoglio senza le elezioni, Bertolaso se ne faccia una ragione»

La Meloni ha dichiarato che per ora la confusione è tutta in Fi e che lei comunque va avanti. Crede ancora che Berlusconi possa optare per la Meloni oppure le speranze si stanno affievolendo? 

«Per come conosco io Silvio Berlusconi e per quello che ho detto all’inizio della nostra intervista, io mi auguro che prediliga la squadra; perché, guardi, da soli non si vince: nella vita, nell’amore, nel lavoro e tanto meno in politica. Nemmeno il migliore può vincere da solo, quindi mi auguro che Berlusconi rimetta al centro dei suoi pensieri la squadra che vince e che batte Renzi; è quella che quella che batterà il referendum di ottobre ed è quella che batterà Renzi per tornare al governo di questo Paese»

Nel caso in cui Berlusconi decidesse di non convergere sulla Meloni, questa opzione a livello nazionale pensa che potrebbe aprire una ferita difficilmente sanabile? 

«In politica ne abbiamo viste di tutti i colori, per cui di insanabile in politica non c’è niente; la politica è l’arte dell’impossibile, quindi non mi sbilancerei in dichiarazioni diverse da quelle che ho fatto»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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