Chi è Brega Massone, il primario condannato all'ergastolo per "operazioni inutili"

22 dicembre 2015 ore 8:02, Andrea De Angelis
Chi è Brega Massone, il primario condannato all'ergastolo per 'operazioni inutili'
Nel processo d'appello è stata confermata la condanna all'ergastolo inflitta in primo grado all'ex primario della clinica Santa Rita di Milano Pier Paolo Brega Massone. Assolto invece un altro medico, Marco Pansera, mentre è stata ridotta da 30 a 25 anni di carcere la pena per Fabio Presicci

Brega Massone ha assistito impassibile, come riporta l'Ansa, alla lettura della sentenza emessa dai giudici della Corte d'Assise d'appello di Milano e, prima di uscire dall'aula per essere portato nel carcere di Opera, dove è detenuto, ha abbracciato la moglie. Pansera, invece, il chirurgo dell'equipe di Brega Massone che in primo grado era stato condannato a 26 anni e due mesi di carcere e oggi è stato assolto con la formula "perché il fatto non costituisce reato" ha abbracciato i parenti, che hanno esultato dopo la lettura della sentenza. "Finalmente è stata fatta giustizia - ha spiegato il suo difensore, l'avvocato Luigi Isolabella - e aspettiamo di leggere le motivazioni di questa giusta assoluzione". I giudici hanno emesso infine una sentenza di non doversi procedere per "prescrizione dei reati" nei confronti di altri cinque imputati, posizioni minori nel procedimento, che in primo grado erano stati condannati a pene da un anno e due mesi fino a due anni e tre mesi. I giudici hanno accolto, in sostanza, le richieste del sostituto pg, che nelle scorse udienze aveva proposto la conferma per l'ergastolo per Brega Massone, l'assoluzione per Pansera e una riduzione della pena per Presicci. 

Per i giudici di primo grado Brega Massone, all'epoca primario di chirurgia toracica alla Santa Rita, uccise quattro anziani pazienti mandandoli in sala operatoria per "interventi inutili" effettuati al fine di "monetizzare" i rimborsi del Sistema Sanitario Nazionale per la casa di cura milanese. Hanno assistito alla lettura della sentenza anche alcuni parenti delle vittime, parti civili nel processo.
Nel corso delle dichiarazioni spontanee rilasciate prima del verdetto, come riporta Il Fatto Quotidiano, l’ex primario ha ribadito la sua innocenza e detto ai giudici: “Non ero un serial killer, la mia priorità è sempre stata quella di dare ai pazienti la sicurezza. Vi chiedo accoratamente – ha proseguito – di valutare la mia persona per quello che è sulla base degli atti del processo non per come è stata descritta. Da quando sono in carcere ho avuto come unica preoccupazione la mia famiglia – ha proseguito – quello che a me interessa è la salute di mia figlia e di mia moglie“. Poi ha raccontato di aver perso 16 chili da quando è detenuto in cella “a causa anche della situazione carceraria che mi ha minato”. E ha affermato di aver “sempre agito in scienza e coscienza”.
Il 9 aprile 2014 Brega Massone – a cui sono già stati inflitti in via definitiva 15 anni e mezzo di carcere per truffa e per una ottantina di casi di lesioni nel primo filone processuale – era stato condannato al carcere a vita con isolamento diurno per 3 anni. Per i giudici di primo grado l’ex primario uccise Giuseppina Vailati, 82 anni, Maria Luisa Scocchetti, 65 anni, Gustavo Dalto, 89 anni, e Antonio Schiavo, 85 anni. Tutti anziani portati, secondo l’accusa, “sul tavolo operatorio” senza alcuna giustificazione clinica per interventi “inutili” effettuati al solo fine di “monetizzare” i rimborsi del sistema sanitario nazionale per la clinica convenzionata.
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