Strage Parigi, Salah teme i Giuda: "Amici, non traditemi"

22 dicembre 2015 ore 10:30, intelligo
Strage Parigi, Salah teme i Giuda: 'Amici, non traditemi'
Un appello, in lacrime, a non tradirlo. Così Salah Abdeslam si sarebbe raccomandato ai due amici-complici che lo hanno riportato da Parigi a Bruxelles, subito dopo le stragi di Parigi. E’ quanto emerge dai verbali degli interrogatori dei due uomini fermati dalle forze dell’ordine. Intanto, la polizia ha rilasciato le cinque persone identificate e controllate a Bruxelles nell’ambito delle indagini su un nuovo “sospetto importante” - così lo definiscono gli investigatori -  il cui ruolo sarebbe stato quello di coordinare gli attentati di Parigi, direttamente dal Belgio. Insomma, una mente operativa che avrebbe pianificato, seguito e gestito le azioni del commando di terroristi che entrò in azione la sera del 13 novembre nella sala concerti Bataclan, nei ristoranti dell’undicesimo arrondissement e nei pressi dello stadio nazionale. Secondo quanto riferito dai due amici incaricati di gestire e coprire la fuga di Salah Abdeslam, il giovane la stessa sera degli attentati era sconvolto e li avrebbe supplicati in lacrime di non tradirlo. In particolare fa impressione il racconto di Hamza Attou, uno dei due amici che Salah che agli investigatori dice: “Era come un bambino di 12 anni che piangeva” al telefono al punto da far “pietà”. “Non mi tradire”, avrebbe ripetuto o Salah ossessivamente in preda “al panico” anche sulla strada del ritorno in auto da Parigi verso Bruxelles. “Piangeva e gridava raccontando quello che era successo - ha raccontato Hattou - ci ha detto che aveva commesso gli attentati di Parigi, che era la decima persona a compiere questi attentati”.

La perquisizione era stata compiuta domenica nella zona dei locali trendy fiamminghi vicino al canale di Bruxelles, in rue de la Clè di fronte a Molenbeek. Secondo quanto riportato da alcuni media locali, la notte degli attentati a Parigi ci sarebbero stati diversi contatti telefonici dalla capitale francese a quella belga, in particolare tramite messaggi inviati a due cellulari sul territorio belga. Gli investigatori stanno cercando il proprietario che avrebbe avuto un ruolo di coordinatore, ma l’uomo non sarebbe tra le persone finora fermate e sottoposte ad accertamenti. Intanto di Salah Abdeslam si continuano a cercare le tracce. 

LuBi

autore / intelligo
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