La Stabilità secondo Renzi è tasse giù: "Amici del Mezzogiorno e degli italiani"

22 dicembre 2015 ore 10:24, Americo Mascarucci
La Stabilità secondo Renzi è tasse giù: 'Amici del Mezzogiorno e degli italiani'
E' un Matteo Renzi decisamente "in forma" quello che parla all'indomani dei risultati delle elezioni politiche in Spagna. Il fatto che a Madrid le urne abbiano di fatto condannato il Paese all'ingovernabilità, dal momento che il primo partito, il Partito Popolare, non sia nelle condizioni di formare un Governo non avendo la maggioranza dei seggi in Parlamento, ha offerto l'assist ideale al Premier per rilanciare l'Italicum.
Renzi vede nella Spagna di oggi l'Italia post politiche del 2013, quando il Pd allora guidato da Pierluigi Bersani si trovò di fatto nelle stesse condizioni del Partito Popolare spagnolo."La Spagna di oggi mi sembra l'Italia di ieri - attacca Renzi -  Di ieri perché ora abbiamo cancellato ogni balletto post-elettorale. Sia benedetto l'Italicum, davvero: ci sarà un vincitore chiaro. E una maggioranza in grado di governare. Stabilità, buon senso, certezze. Punto". Una posizione tuttavia non condivisa all'interno del Pd ma anche da molti analisti politici che contestano l'idea del Premier sulla concreta efficacia dell'Italicum ai fini della governabilità del Paese. 
Renzi tuttavia è convinto del contrario e rilancia: "Con la nuova legge elettorale, approvata su impulso del nostro governo a maggio 2015, ci sarà un vincitore chiaro. Adesso l'Europa si dovrà rendere conto che una miope politica di rigore e austerità non ci porta da nessuna parte. Questo dirò nei prossimi mesi. Spero di essere in buona compagnia, per una battaglia non contro l'Europa, ma per l'Europa, difendendo anche l'interesse dell'Italia".
Il riferimento di Renzi è al fatto che il Partito Popolare spagnolo, come già avvenuto a Nuova Democrazia in Grecia, ha pagato cara l'applicazione dei diktat della Troika, ossia le misure di rigore e di austerità imposte da Bruxelles che hanno finito con il penalizzare i partiti filo europeisti, a vantaggio delle forze politiche anti sistema e soprattutto anti euro. Insomma un paradosso assurdo. L'Europa anziché aiutare i "governi amici" ha finito con l'affossarli definitivamente. 
Poi il Premier è passato a difendere la Legge di Stabilità dall'accusa del Movimento 5Stelle e del centrodestra di aver in pratica elargito mance agli "amici degli amici". 
"Questo Governo - ha detto - è amico del Mezzogiorno, come dimostrano i provvedimenti contenuti in manovra, dal credito di imposta fino a Bagnoli, dalla terra dei fuochi fino all'Ilva, dalla continuità territoriale con la Sardegna fino alla Napoli Bari. Questo Governo è amico delle piccole imprese e delle partite iva, con l'anticipo iva per i crediti non riscossi, con lo statuto dei lavoratori autonomi. Questo Governo è amico degli imprenditori che decidono di assumere, con una forma di decontribuzione mantenuta e che decidono di investire, con i superammortamenti. Sì- ribadisce il premier - noi pensiamo agli amici. Perché pensiamo che gli italiani abbiano diritto all'amicizia del loro Governo. Per anni i Governi hanno tagliato e la legge di stabilità vedeva aumentare le tasse. Adesso le tasse vanno giù. E crescono investimenti in ciò che l'Italia rappresenta meglio: cultura, qualità della vita, sanità, sociale, associazionismo, scuola, sport, ricerca. Sì - conclude Renzi -  nel fare la legge di stabilità abbiamo pensato ai nostri amici. Che sono gli italiani, nessuno escluso. I primi amici però sono i nostri figli, i nostri nipoti. Per questo dal 2016 il rapporto debito-Pil torna a scendere! Non accadeva da dieci anni. Il primo bonus di questa legge elettorale dunque è il debito che va giù'".  
Ma ieri il Premier ha detto anche un'altra cosa: che tutto va bene ma di non essere soddisfatto perché occorre fare di più. Ecco, alla fine la vera notizia è questa, ottimismo sì, ma senza esagerare. 

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