Parco della Salute a Torino nel 2017 per disabili sport e ricerca: ma i fondi?

22 dicembre 2015 ore 14:51, Luca Lippi
Parco della Salute a Torino nel 2017 per disabili sport e ricerca: ma i fondi?
Chiamparino, presidente della Regione Piemonte parla con entusiasmo del grande progetto del “parco della salute: “Il Parco della Salute è l'intervento infrastrutturale più importante per la città di Torino da oggi ai prossimi 10 anni. In Giunta abbiamo approvato lo studio di fattibilità e nella prossima riunione approveremo la delibera che stanza i 12,5 milioni di euro (sui bilanci 2015 e 2016), risorse che sono indispensabili per dare gambe al progetto e sbloccare i 250 milioni di euro attualmente fermi a Roma. Abbiamo indicato un crono-programma preciso e ci impegniamo al rispetto di quanto abbiamo indicato: su questo progetto mettiamo in gioco tutta la nostra credibilità", ne parliamo diffusamente qui.

I poli funzionali individuati dallo studio di fattibilità sono così ripartiti:
- Polo della Sanità e della Formazione clinica: circa 127.000 metri quadri di superficie, per una capienza complessiva di 1.040 posti letto;
- Polo della Didattica: un’area di 51.000 mq, ripartiti tra le attività dei corsi di Laurea (31 mila metri quadrati) e quelle connesse alla formazione per l’assistenza ospedaliera;
- Polo della Ricerca: 10.000 mq a disposizione di un’utenza di un migliaio di persone, tra docenti, assistenti, dottorandi e personale ausiliario;
- Polo della Residenzialità d'ambito: una superficie di circa 5.000 mq per servizi di foresteria, dedicati agli ospiti in permanenza temporanea per le attività presso gli altri Poli.
“Nella parte sanitaria è ovviamente prevista la presenza di attività medico chirurgiche di base coerenti con un Dea di 2° livello”, ha precisato l’assessore Saitta, che, sui tempi e le procedure di realizzazione, ha inoltre sottolineato come“la costruzione dell’intero Parco della Salute di Torino sarà articolata in due lotti: il primo riguarderà il Polo della Sanità e della formazione clinica e il Polo della ricerca, il secondo interesserà il Polo della didattica e della residenzialità d’ambito”.
Per il 1° lotto il costo stimato è pari a 505.876.000 euro, ripartiti in 479.700.000 per il Polo della Sanità e 26.176.000 per il Polo della Ricerca. La sostenibilità economico-finanziaria del progetto è garantita da 250 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero della Salute (ex art. 20), ai quali si aggiungono fondi regionali per 12,5 milioni e il fondo istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti per la copertura dei costi della progettazione preliminare, una cifra complessiva di 3,5 milioni di euro.
Per il 2° lotto la stima dei costi è di 121.890.000 euro, ripartiti in 109.626.000 per il Polo della Didattica e 12.624.000 per la foresteria. Entro 3 mesi, si concluderanno gli approfondimenti per definire la sostenibilità economica e il dimensionamento dell’incubatore, tenendo conto del consolidamento ed ampliamento di quello già presente in via Nizza.
Il progetto è molto ambizioso e c’è da considerare che per la prima volta si riesce a parlare di una infrastruttura, parola sconosciuta alla legge di Stabilità che spende milioni a deficit senza creare né lavoro né assistenza concreta. 
Le infrastrutture sono fattori di produzione che si affiancano al capitale direttamente produttivo - per lo più di proprietà privata - contribuendo alla produzione di beni e servizi: esempi di questo tipo di infrastrutture sono le reti stradali e ferroviarie, i porti, gli oleodotti, i metanodotti, le dighe, le opere di bonifica.
Le infrastrutture sociali (scuole, ospedali, acquedotti, ecc.) contribuiscono invece a determinare le condizioni di vita della collettività, incidendo su aspetti quali la salute e il livello di istruzione dei cittadini. Sono importanti non solo perché accrescono il benessere della società, ma anche perché indirettamente, agendo sulla qualità del capitale umano, accrescono la produttività complessiva del sistema. Ora, l’affermazione del presidente della regione Piemonte che parla di progetto a scadenza realizzativa decennale non crea uno scompiglio programmatico, tuttavia qualche dubbio emerge perché corrono almeno due legislature in dieci anni e soprattutto corre la spesa pubblica da affiancare all’investimento privato che, a vista facendo il conto della serva rileva che le disponibilità non sono affatto “disponibili” e ancor meno recuperabili dallo sforzo statale ( a meno che non si ricorra al solito “sforzo fiscale”). Nella sostanza non sarebbe neanche un problema sostenere un costo attraverso la fiscalità straordinaria, tuttavia sarebbe assai più complesso farla digerire per progetti di cui è imprevedibile vederne la fine nei tempi stabiliti.
  
In ultimo, c’è da aggiungere un’altra questione non del tutto superficiale, la Corte dei Conti nel giudizio di parificazione del bilancio 2014 arrivato a venti giorni dallo stop del Quirinale al decreto “Salva Regioni” messo a punto dal governo, ha certificato che nel 2014 la Regione Piemonte aveva accumulato un disavanzo di 5,8 miliardi di euro. Con un bilancio da 400 milioni è piuttosto complicato anche solo ipotizzare che fra dieci anni Chiamparino sia in grado di avviare qualsiasi opera, figurarsi nel 2017! Oltretutto sulla Regione Piemonte campeggia la mannaia del parere dei magistrati contabili che prevedono il peggioramento (ma non servono i tecnici per questo) della situazione contabile, quindi delle due l’una, o il Governo provvederà a una legislazione speciale per la soluzione della questione finanziaria della regione dove dovrebbe sorgere il Parco della Salute, oppure il Parco della Salute vivrà dei fasti di uno studio di fattibilità destinato a rimanere sulla carta. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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