Al via la fashion week con Milano-Moda-Donna

22 febbraio 2013 ore 11:23, intelligo
Al via la fashion week con Milano-Moda-Donna
di Vanessa dal Cero La capitale italiana della moda ha riaperto ieri le sue passerelle alla fashion week. Quale sarà la nuova immagine di donna dell’Italia che “sale” e crea tendenza? Milano nella sua storia ha sempre precorso i tempi, sapranno gli stilisti cogliere gli umori del momento disegnando un nuovo stile per il prossimo autunno-inverno? La donna vuole essere comoda nel gestire la frenetica routine; così Paola Frani ci mostra timidamente mise raffinate e sobrie con un tocco bon ton. Crea una moda discreta ma elegante fatta di pizzi, dettagli in pelliccia, arabeschi e ricami di paillettes; anche la palette cromatica, declinata in morbidi e non aderenti capi, è minimal. Affronta le giornate con tutt’altro spirito Mila Shon, disegnando una donna aggressiva avvolta da pelle nera e stampe maculate, coperta in testa da elmetti militari e ai piedi da alti stivali. Cosa mai ci attenderà dopo le prossime elezioni e l’imminente conclave per dover indossare con rigore rigidi cappotti doppio petto e ripararci il capo da possibili urti? Ma la donna si fa furba e, tolti gli abiti dai tagli maschili, sa anche essere seducente scegliendo aderenti dolcevita neri vedo-non vedo, dettagli di pelliccia e lustrini per la sera. Per aggredire la giungla urbana anche Angelo Marani attrezza sapientemente le donne rivestendole di stoffe zebrate, cappotti leopardati, pellicce dipinte a mano e caldi manicotti di lana. Ma l’attitudine sportiva dei comodi caban e felpe sa anche essere seducente se ricamata, rivestita di pizzo ed abbinata a pantacollant aderenti e gonne corte. Atmosfera un po’ dark nella doppia passerella di Simonetta Ravizza, dove le parole d’ordine sono pelliccia e pelle. Un lungo e caldo pelo riveste cappotti, polsini, gilet, cappe, gonne e boa; persino le borse sono ricoperte di piume su piume. Ce n’è per tutti i gusti: bianca nera, marrone, verde, maculata… da far invidia a Crudelia Demon. Si respira un’aria diversa da Gucci. La donna è altera, irraggiungibile, elegantemente impeccabile non si fa mancare nulla nel suo vasto guardaroba: abiti audacemente retati ricoperti da ali di piume un po’ troppo cinematografici, guanti da Eva Kant, lupetti in pelle accollatissimi, collant con la riga nera dietro al polpaccio, stiletti vertiginosi, stampe di foglie verdi su attillati vestiti dalla schiena scoperta. Frida Giannini, direttrice creativa della maison, ha creato una dark lady dura e misteriosa, persino un po’ fetish, che indossa abiti dalle forme scultoree ed essenziali contaminandoli con dettagli estremi. Una femmina seduttiva che sa cosa vuole e quando lo vuole. Diametralmente opposta è la collezione di Chicca Lualdi BeeQueen, la giovane stilista da poco consacrata nel cerchio della moda, ha un proposta sobria ma non per questo meno femminile. Il messaggio è quello del distacco da quel mondo troppo ostentato e stereotipato nel vestire che la schiera dei vip vuole trasmettere, in cui non tutte le donne si sentono a loro agio. Così le linee degli abiti scultura sono essenziali ma non mancano tocchi vezzosi come geometriche aperture sulla schiena e inserti in macramè. La donna di Frankie Morello sembra indecisa come qualche politico attuale: la collezione è invernale ma molti capi sembrano estivi, mixa stampe a foglie con rombi, lunghi guanti di pelle sono in contrasto con la plastica rossa delle scarpe simili a zatteroni; inserti di specchi rotti su abiti neri concludono una sfilata davvero sui generis. Una giovane donna vagamente vittoriana, così naturalmente elegante, senza strafare, è quella creata da Alberta Ferretti. E’ autentica perché priva di forzature e sovrastrutture creative. Sceglie ricami, chiffon e leggerezze; veste con lunghe gonne di feltro o panno, semplici camicette bianche di seta, sottili cinture di velluto e ballerine. Nº21 presenta una dama borghese bella e stilosa, mixando l’attitude femminile a tagli e capi maschili: camicie da uomo su gonne ricamate, calze di lui con mocassini tempestati di cristalli. Una diva dai tratti noir quella di Francesco Scognamiglio, in silhouette eteree e affusolate, fascinosa e maledetta, vestita con abiti di seta scivolati anni ’40 o con pantaloni skinny abbinati a camicette e stiletti. La prima giornata di sfilate ci ha mostrato una donna determinata e femminile che sa come apparire e piacere, vuole essere comoda ma nello stesso tempo sciccosa, non è troppo scollata perché preferisce stare al caldo ricoperta di soffice pelliccia.    
autore / intelligo
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