Treviso: case sfitte ai profughi? Solo una minaccia del Prefetto, niente esproprio proletario

22 febbraio 2016 ore 10:25, Americo Mascarucci
Treviso: case sfitte ai profughi? Solo una minaccia del Prefetto, niente esproprio proletario
E meno male che si chiama pure Lega! 
No, stavolta non stiamo parlando del Carroccio ma di Laura Lega il Prefetto di Treviso finita in queste ultime ore nell'occhio del ciclone dopo aver paventato l’intenzione di requisire le case private sfitte per ospitarvi i profughi. Una polemica che ovviamente ha fatto scattare inevitabili le polemiche visto che requisire le abitazioni dei privati è una misura che puzza tanto di stalinismo. 
A nulla sono valse le precisazioni del Prefetto che ha subito corretto il tiro specificando di essere stata "fraintesa".
"La mia provocazione – spiega il Prefetto Lega per smontare la polemica scatenatasi con il Governatore del Veneto Luca Zaia e con i sindaci di centrodestra e della Lega - voleva pungolare i sindaci, far capire loro che non si può rimanere fermi. È stata data eccessiva enfasi a una farse pronunciata in quattro ore di discussione ma noi ci troviamo in una fase di emergenza i migranti sono in aumento". La riunione convocata proprio per far fronte all'emergenza profughi era stata per altro disertata dai sindaci leghisti.  
Sono oltre 7mila e 500 i migranti già accolti dal Veneto, a fronte di una quota stabilita dal ministero di oltre 8mila, ma i numeri rischiano di aumentare a dismisura in vista della nuova ondata di sbarchi prevista con l'arrivo della primavera e con lo spostamento delle rotte migratorie dai Balcani al mare. 
"Se i sindaci a maggio continueranno a dire di no – aveva detto il Prefetto - l'estrema soluzione sarebbero le requisizioni delle case sfitte, come anche le tendopoli, ma come ho detto non voglio arrivare a questo". 
Insomma, una precisazione che sotto certi punti di vista sembra confermare la "minaccia" più che smentirla. 
Una frase sicuramente inopportuna che immancabilmente ha provocato un vespaio di polemiche:  "E’ necessario che il Governo venga in Parlamento a riferire se questa misura verrà davvero applicata - attacca Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia - perché sarebbe un esproprio proletario in piena regola ai danni degli italiani. Poi finiranno per prenderci i soldi dai conti correnti. Non siamo più cittadini ma schiavi di un governo non eletto". 
E poco importa se il prelievo forzoso dei conti correnti ci sia già stato una notte di tanti anni fa. 

Ma naturalmente le polemiche maggiori il Prefetto le ha con la Lega visto che sono proprio i sindaci del Carroccio i destinatari della "minaccia" opponendosi all'accoglienza dei migranti sul loro territorio e rifiutandosi di reperire gli spazi per ospitarli: "Siamo alla follia. Caro prefetto, cambia mestiere che è meglio!" attacca il leader leghista Matteo Salvini. 
A questo punto è toccato al Ministro dell’Interno Angelino Alfano intervenire per tentare di smorzare l’incendio e limitare i danni. "Requisire gli alloggi sfitti per ospitare i migranti? Il prefetto di Treviso non lo ha mai detto – dichiara Alfano -  Il problema nasce dal fatto che il Prefetto ha chiesto ai comuni di farsi carico in modo equo della distribuzione dei profughi. I comuni a guida leghista hanno detto che non si siedono nemmeno al tavolo. Quindi bisogna punire i più accoglienti? Io invito i comuni che hanno detto di no a rifletterci, sono loro a creare una disorganizzazione del sistema". 
Insomma, chi di Lega (partito) ferisce di Lega (Prefetto) perisce.
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