Con Fuocoammare il digitale al cinema: la vittoria al Berlinale è a basso costo

22 febbraio 2016 ore 15:28, Lucia Bigozzi
Un festival, due documentari, due premi. Gianfranco Rosi sbanca a Berlino. Prima nel 2013 con Sacro Gra ha conquistato il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, oggi con Fuocoammare, il suo lavoro successivo che ha appena portato a casa l’Orso d’oro al Berlinese. Ma questo premio significa due cose contemporaneamente: il riconoscimento alla “creatura” di Gianfranco Rosi ma anche quello al connubio tra creatività e nuove tecnologie. Lui, Rosi, definisce le sue opere “esplorazioni” differenziandoli dal genere documentarista di solito improntato alla ricostruzione di storie, alla narrazione dei fatti. Insomma prosa (il tradizionale clichè) contro la poesia. Diverso anche nelle modalità di esecuzione: se il consueto prevede l’utilizzo di poche persone intorno e dietro la macchina da presa o videocamera che dir si voglia, il regista italiano “spacca” anche qui, nel senso che è lui da solo con la sua macchina da presa. E’ lui che maneggia lo strumento della narrazione. Insomma, un documentario in solitaria, come un’attraversata dell’oceano quando c’è da conquistare un’impresa. Così Rosi ha pensato e realizzato la sua opera cinematografica che a Berlino ha lasciato il segno. Un anno di riprese e tantissime ore di video, incontrando persone, parlando con loro per approfondire la conoscenza che diventa canovaccio della ripresa. 

Con Fuocoammare il digitale al cinema: la vittoria al Berlinale è a basso costo
E’ questa la novità che sta cambiando anche la storia del documentario. Il passaggio da pellicola a digitale ha rappresentato la svolta, imprimendo una accelerazione anche nel clichè tradizionale per la composizione iniziale del budget. In sostanza, le nuove videocamere, sempre più sofisticate e digitali consentono di diminuire e ottimizzare i costi e di filmare per molto tempo, anche in condizioni proibitive, raggiungendo uno standard di qualità elevatissimo. Rosi non nasconde la soddisfazione quando dice che  “questo Orso d’oro mi carica di un’enorme responsabilità nei confronti della tragedia in corso dei migranti”. Poi racconta come è nato il progetto di Fuocoammare, ovvero un anno e mezzo fa, quando il dibattito sull’immigrazione e sugli sbarchi Lampedusa impazzava e teneva banco nei tg e sui media. Ma la ribalta della Berlinese, ora proietta il tema a livello europeo e internazionale riaccendendo i riflettori su Lampedusa. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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