Spending review flop: spesa pubblica aumentata di 52mln lo certifica Bankitalia

22 febbraio 2016 ore 10:52, Luca Lippi
Dopo la tirata di orecchie pervenuta al Governo direttamente dalla Corte dei conti, per bocca del Presidente Raffaele Squitieri ora arriva anche Unimpresa citando i dati Bankitalia
Nello specifico Squitieri ha detto: "Bassa crescita del prodotto e inflazione ai minimi storici rappresenterebbero una combinazione particolarmente sfavorevole, soprattutto per i Paesi, come il nostro, impegnati in un difficile percorso di convergenza verso il riequilibrio dei conti e di riduzione del debito pubblico". 
Squitieri sottolinea anche che la flessibilità concessa dall’Europa è stata già spesa completamente nella manovra di finanza pubblica per l’anno in corso, forse anche qualcosa di più, e considerando la congiuntura favorevole, che avrebbe dovuto agevolare una gestione meno dispendiosa della spesa, la prospettiva non è delle migliori.

Spending review flop: spesa pubblica aumentata di 52mln lo certifica Bankitalia
Prosegue Squitieri: "Per i prossimi anni il profilo programmatico di riequilibrio della finanza pubblica resta impegnativo e ripropone con forza la tematica della spending review". La revisione della spesa, secondo Squitieri, è stata un parziale insuccesso imputabile "anche a una non ottimale costruzione di basi conoscitive sui contenuti, sui meccanismi regolatori e sui vincoli che caratterizzano le diverse categorie di spesa oggetto dei propositi di taglio. Il contributo al contenimento della spesa non è più solo riconducibile ad effettivi interventi di razionalizzazione e di efficientamento di strutture e servizi, quanto, piuttosto, ad operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività. Queste considerazioni hanno indotto la Corte ad approfondire il tema della revisione della spesa per offrire un contributo informativo utile a meglio orientare le scelte di ulteriore contenimento. Su questo tema l'Istituto sta ultimando un Rapporto che entro il mese di marzo sarà posto a disposizione del Parlamento". 
Intelligonews in un articolo avrebbe anche sollevato la questione che l’occasione per fare molto c’è stata, e purtroppo è stata “bucata”  quando eravamo sotto l'egida di un governo tecnico, che scevro da implicazioni di carattere elettorale avrebbe potuto incidere con decisione già nel 2011.
Il Ministero del Tesoro non ha perso la battuta e ha replicato prontamente a Squitieri, argomentando che tra il 2014 e il 2015 le iniziative del governo hanno determinato risparmi per 18 miliardi di euro. 
Le chiacchiere però stanno a zero, come sempre, e la diatriba fa emergere la drammaticità dei conti, Il tema della spending review torna prepotente perché la spesa pubblica e le tasse nel 2015 sono drammaticamente in aumento, e lo certifica il Centro studi di Unimpresa calcolando che nel 2015 il bilancio pubblico si è ulteriormente ingrossato di 52 mld di euro rispetto al 2014. In aumento anche le tasse di 26 mld. 
L'analisi di Unimpresa non è stata condotta in totale autonomia, è stata composta utilizzando i dati della Banca d'Italia; nel 2015 il totale delle uscite correnti, da gennaio a dicembre, si sono attestate a 536,4 miliardi in crescita di 52,6 miliardi (+10,87%) rispetto ai 483,8 miliardi dell'anno precedente; nel mese di agosto si è registrata la variazione più significava con una crescita di 31 miliardi (+135%). Per quanto riguarda le entrate nel bilancio pubblico, il totale delle tasse versate da famiglie e imprese nel 2015 si è attestato a 433,5 miliardi in crescita di 25,9 miliardi (+6,36%) rispetto ai 407,5 miliardi del periodo gennaio-dicembre 2014. Nel mese di dicembre si è registrata la variazione più significava con una crescita delle entrate tributarie di 11,6 miliardi (+16,96%). 

Ha detto Paolo Longobardi (Presidente di Uninmpresa): "I numeri non mentono mai e quelli che diffondiamo oggi, che confermano nostre stime degli scorsi mesi, ci dicono che il governo ci prende in giro: sono chiacchiere quelle sulla cosiddetta spending review e sono chiacchiere pure quelle sulla sforbiciata al prelievo fiscale”.

autore / Luca Lippi
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