Dopo le "impronte digitali", è un gene la svolta nella lotta ai tumori infantili

22 febbraio 2016 ore 11:19, Andrea Barcariol
Diagnosticare precocemente i tumori infantili. E' questo l'obiettivo di uno studio, pubblicato sull'American Journal of Surgical Pathology, realizzato da alcuni ricercatori italiani del plesso Ospedaliero di Padova insieme agli studiosi americani del Memorial Sloan Kettering Hospital di New York. Per comprendere quando un tumore si sta sviluppando in un bambino, secondo i ricercatori, bisogna scoprire il momento in cui una cellula sta per essere colpita dal cancro. In molti casi i tumori sorgono con la modifica di un gene e la scoperta precoce di un cancro potrebbe salvare la vita di tantissimi bambini. Se individuare con precisione la presenza di un cancro in un soggetto adulto risulta molto complesso, le difficoltà connesse con la diagnosi aumentano a dismisura quando si riferisce la patologia all'ambito dell'infanzia, dato che i bambini, per loro natura, si trovano impossibilitati a esprimere in modo corretto la presenza di sintomi e disturbi potenzialmente riconducibili alla tragica eventualità. Studiando le modalità d'azione relativa al rabdomiosarcoma infantile, tumore molto aggressivo che si manifesta generalmente entro il primo anno d'età del paziente, i ricercatori padovani hanno scoperto che la patologia risulta sempre riconducibile ad un'alterazione del gene Vgll2 e che, dunque, lo screeening della componente cromosomica dei piccoli soggetti consente di giungere ad una diagnosi precoce e non vincolata all'esito di ulteriori analisi e approfondimenti.

Dopo le 'impronte digitali', è un gene la svolta nella lotta ai tumori infantili
“Questa forma di tumore è particolarmente aggressiva in età pediatrica, anche per la difficoltà di utilizzare chemioterapia e radioterapia che potrebbero essere particolarmente tossiche nei bambini molto piccoli”, ha sottolineato il coautore dello studio Gianni Bisogno, della Clinica di Oncoematologia pediatrica di Padova. Tali controindicazioni rendono problematica, se non impossibile, la guarigione dei bambini malati. “L'alterazione genetica che abbiamo identificato isola un tipo di rabdomiosarcoma a cellule allungate che sembra però essere biologicamente meno aggressivo di altre tipologie del medesimo tipo di neoplasia”.
Un importante passo in avanti nella lotta ai tumori infantili era stato fatto lo scorso anno quando i ricercatori dell’Università di Cambridge e dell’Addenbrooke Hospital trovarono delle impronte molecolari uniche per 11 tipi di tumori dei bambini
analizzando i campioni di sangue. In quel caso fu scoperta un’impronta molto specifica che identificava i diversi tipi di neuroblastoma, una forma di cancro infantile, che si sviluppa da un tipo di cellula nervosa.









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