Siria, Turchia per l'operazione di terra. E Gentiloni: "Decisione tutti insieme"

22 febbraio 2016 ore 15:06, Marta Moriconi
Solo i raid non bastano perchè "ci vuole una strategia insieme agli attacchi aerei, ci vuole uno sforzo di terra". Così la pensa il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, che alla conferenza stampa con il ministro Paolo Gentiloni, ha sottolineato la sua idea convinto che si tratti di "un'informazione sbagliata" e di essere "insieme con l'Italia nel ribadire la necessità di un cessate il fuoco e una transizione politica in Siria. Non abbiamo agende segrete".

Siria, Turchia per l'operazione di terra. E Gentiloni: 'Decisione tutti insieme'
"Se  è vero che la Turchia da sola non agirà, "neanche da sola con l'Arabia Saudita. Ci vuole una decisione tutti insieme" è l'appello definitivo una volta appreso che Ankara e Riad non vogliono intervenire

E' lo stesso Gentiloni a chiarire la situazione: "La Turchia e l'Arabia Saudita non sono intenzionate a fare interventi in Siria se non nel quadro di eventuali decisioni della coalizione". Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni parlando con i giornalisti ad Ankara dove si trova in visita ufficiale. Decisioni, ha sottolineato il capo della diplomazia italiana, che "al momento non ci sono". Avanti diplomazia per  Gentiloni con tanto di Italia protagonista nel sostenere la soluzione politica. "La situazione in Siria è gravissima sul piano umanitario, molto difficile sul piano strategico. Tuttavia, per l'Italia è necessario unire le forze contro Daesh e credere nelle prospettive che il gruppo internazionale hanno aperto. Le premesse di intese che ci ha comunicato Kerry sono incoraggianti e da sostenere". Dunque al lavoro per un processo di transizione in Siria che "sia la via maestra da seguire" ha aggiunto Gentiloni. E a proposito di diplomazia e politica, ieri l'intesa di principio raggiunta tra il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov su un cessate il fuoco in Siria "è incoraggiante, un'iniezione di nuova speranza" per il ministro degli Esteri. E c'è la scadenza per la verifica dei piani: "Entro le 12 del 26 febbraio" avvertono.

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