400 vip per le unioni civili, è il dopo Sanremo! Ma sono i soliti noti?

22 febbraio 2016 ore 23:59, Americo Mascarucci
400 vip per le unioni civili, è il dopo Sanremo! Ma sono i soliti noti?
Intellettuali, artisti, attori, cantanti, giornalisti, di tutto e di più nella petizione in favore dell’approvazione del Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili. 
L’iniziativa lanciata da Sebastiano Mauri insieme allo psichiatra Vittorio Lingiardi e all’attore Filippo Timi, ha raccolta 400 adesioni alla vigilia della discussione del Ddl in Senato dopo la brusca frenata seguita alla bocciatura del super-canguro da parte del Movimento 5Stelle. 
Il super-canguro presentato dal senatore dem Andrea Marcucci avrebbe dovuto far decadere tutti gli emendamenti al testo e quindi spianare la strada nel giro di poche ore all'approvazione del Ddl. Il no dei grillini ha costretto il Pd a tornare sui propri passi, a rinviare l’esame di una settimana e a farsi i conti in tasca dal momento che con il dietrofront dei penta stellati l’approvazione del testo potrebbe essere a rischio. I 5Stelle dal canto loro hanno ribadito che la maggioranza del gruppo senatoriale voterà a favore del Ddl Cirinnà specificando che il voto contrario al super – canguro era legato esclusivamente all'esigenza di non creare un pericoloso precedente avvallando una norma ritenuta antidemocratica. 
Tuttavia il Premier Matteo Renzi chiaramente allarmato dal rischio che il Ddl non veda la luce è arrivato addirittura a minacciare il ricorso alla fiducia. 
"La legge Cirinnà rappresenta, oggi, l’occasione storica di fare un primo passo verso il riconoscimento di diritti civili e umani fondamentali"- recita il testo dell’appello.
"Un Paese dove tutti i cittadini, di là dal genere, razza, o orientamento sessuale, godono di pari opportunità, è un Paese più ricco, produttivo e felice. Il prezzo dell’esclusione lo paga la società intera", scrive Mauri. E aggiunge: "Abbiamo oggi l’occasione di fare la Storia, chiediamo pertanto la celere approvazione della legge Cirinnà nella sua completezza, permettendo all'Italia di unirsi al resto d’Europa e di sempre più Paesi del mondo nel riconoscimento di diritti fondamentali a tutti i suoi cittadini". 
E naturalmente le adesioni non sono mancate visto che oggi fa pure tanto chic essere per il riconoscimento delle nozze gay e relative adozioni. 
Al Festival di Sanremo se ne è già avuta una prima dimostrazione evidente con molti degli artisti in gara ben disposti ad esporre in bella vista le fascette arcobaleno simbolo della battaglia per l’approvazione del Ddl. 
E allora ecco gli immancabili vip a sottoscrivere la petizione e in questo caso davvero le sorprese non ci sono: i nomi sono quelli di sempre, perché come si dice in questi casi quando le battaglie sono laiche, progressiste e di sinistra, i vip non mancano mai. 
Poteva mancare Sergio Castellitto? Certo che no. Poteva mancare Paola Cortellesi? Mai dire mai. E Andrea Camilleri? Non sarebbe stata petizione senza l’ideatore del commissario Montalbano. 
Poi ci sono Zucchero, Roberto Bolle, Claudio Amendola, Asia Argento, Arisa, Caterina Caselli, Franca Sozzani, Jovanotti, Lella Costa, Ivan Cotroneo, Eros Ramazzotti, Geppi Cucciari, Tiziano Ferro, Max Gazzè Ilaria D’Amico, Laura Pausini. Poteva mancare Daria Bignardi? Nossignori anche perché è andata a dirigere Raitre mica Tv2000 o Radio Vaticana! 
Tutti insieme appassionatamente dunque in nome dei diritti e di "Santa Monica". Ma non la madre di Sant'Agostino, ma lei, Monica Cirinnà, "santa subito". 

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