Socci, la Profezia Finale: quella lettera (letta) a Papa Francesco sul futuro della Chiesa

22 febbraio 2016 ore 17:17, Americo Mascarucci
L’ultimo libro era intitolato "Non è Francesco" e in esso lo scrittore cattolico Antonio Socci adombrava dubbi sulla regolarità dell’elezione di Bergoglio al soglio di Pietro.
Stavolta invece è proprio a Francesco che Socci si rivolge con il suo nuovo saggio intitolato "La profezia Finale. Lettera a Papa Francesco sulla Chiesa in tempo di guerra" edito da Rizzoli, con il  quale il giornalista e scrittore descrive i tempi moderni come il momento clou del grande attacco finale contro la Chiesa sferrato dalle "forze del male". 
Un momento drammatico anticipato da tante profezie in passato. 
"In duemila anni di storia della Chiesa, mai, veramente mai, si è avuta una tale concentrazione di apparizioni mariane e una tale concentrazione di profezie che, tutte convergenti, le une e le altre, indicano il nostro tempo come un tempo di svolta quasi apocalittica" scrive Socci.
Socci, la Profezia Finale: quella lettera (letta) a Papa Francesco sul futuro della Chiesa
"Le apparizioni mariane a cui mi riferisco - prosegue - iniziano a Parigi nel 1830, in Rue du Bac, e arrivano a quelle di Kibeho, in Ruanda, pochi anni fa. Parlo quindi di casi il cui carattere soprannaturale è stato riconosciuto dalla Chiesa cattolica. E così pure i mistici che cito sono esclusivamente mistici cattolici, spesso già beati o santi.  Anche grandi papi del Novecento hanno avuto consapevolezza di ciò che stava accadendo e di ciò che ci aspettava. E ci hanno avvertiti". 
Socci ricorda in particolare Pio XII che nel 1951 ebbe a dire: "Oggi quasi tutta l' umanità va rapidamente dividendosi in due schiere opposte, con Cristo o contro Cristo. Il genere umano al presente attraversa una formidabile crisi che si risolverà in salvezza con Cristo o in funestissime rovine"
Poi Paolo VI che nel 1967 a Fatima denunciò: "Noi diciamo: il mondo è in pericolo. Perciò noi siamo venuti ai piedi della Regina della Pace a domandarle come dono, che solo Dio può dare, la pace. Uomini, pensate alla gravità e alla grandezza di quest' ora, che può essere decisiva per la storia della presente e della futura generazione".

Ma Socci non si limita alle profezie di santi, beati e papi, ma trae anche spunto dai testi sacri. 
Cita il numero 675 del Catechismo dove sta scritto: "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il "Mistero di iniquità" sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell' apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell' Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l' uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne"
"È importantissimo questo passo del Catechismo – scrive ancora Socci - perché mostra con certezza che la Chiesa non è incamminata verso un trionfo terreno, ma verso questo suo Getsemani, verso il suo venerdì santo, verso l' eclissi del sabato santo"
Insomma per Socci questo momento è arrivato e nella lettera a Papa Francesco pone l’accento sul rischio dell’apostasia, sulla situazione di smarrimento e confusione che si è creata nella Chiesa con il suo pontificato di cui esamina gli atti e le parole più controverse. 
"Quelli che viviamo- scrive al Papa - sono tempi dolorosi, ma anche gloriosi, in cui siamo chiamati a testimoniare Cristo. E forse, come per Ninive, ascoltare i profeti e convertirsi potrebbe ancora salvare la città dalla sua rovina".
Perché per Socci oggi i segnali che quelle profezie si starebbero avverando sono molteplici. 
Anche l’incombente minaccia dell’Isis su Roma troverebbe riferimenti concreti nelle profezie

Socci ricorda Anna Caterina Emmerich, una mistica tedesca che è stata beatificata nel 2004 da Giovanni Paolo II. Attorno al 1820 ebbe le sue visioni sulla Chiesa futura. Ci sono alcuni riferimenti cronologici in queste visioni profetiche che le collocano proprio nel nostro tempo.
La mistica disse: "Mi è stato detto che Satana verrà liberato per un certo periodo, cinquanta o sessanta anni prima dell'anno di Cristo 2000".  
Il 13 maggio 1820 la Emmerich scriveva: "Ho avuto una visione delle più mirabili su due chiese e due Papi e su un’infinità di cose antiche e nuove. La più grande era una strana chiesa, non voluta dal Cielo. Una contraffazione della chiesa. La vidi accrescersi e vidi eretici di tutte le condizioni venire a Roma". 
"Ma al contempo- sostiene lo scrittore -  la Emmerich vide pure una Chiesa più piccola e perseguitata che è la vera Chiesa cattolica". "Vidi guerre e sangue versato, vidi un popolo feroce, ignorante intervenire con violenza, ma questo non durò a lungo e vidi di nuovo la Santa Vergine porsi sopra la chiesa e stendere su di essa il suo mantello" concludeva la mistica tedesca
Da qui l’accorato appello a Francesco affinché colga i segni dei tempi e aiuti la Chiesa a vincere la sua battaglia.
E il Papa non è rimasto sordo al grido dello Scrittore. Ricevuto il libro ha scritto una lettera che lo stesso Socci ha divulgato.
Bergoglio scrive: 
"Caro fratello ho ricevuto il suo libro e la lettera che lo accompagnava. Grazie tante per questo gesto. Il Signore la ricompensi. Ho cominciato a leggerlo e sono sicuro che tante delle cose riportate mi faranno molto bene. In realtà anche le critiche ci aiutano a camminare sulla retta via del Signore. La ringrazio davvero tanto per le sue preghiere e quelle della sua famiglia. Le prometto che pregherò per tutti voi chiedendo al Signore di benedirvi e alla Madonna di custodirvi, suo fratello e servitore nel Signore".
Chissà che il messaggio di Francesco contribuisca a rendere Socci meno eretico agli occhi di quei catto-progressisti sempre più allergici alle critiche di quanti si ostinano a non seguire il nuovo corso della Chiesa restando fedeli alla dottrina e alla tradizione. Di certo Socci non è eretico agli occhi del Papa come evince chiaramente dal testo della missiva che il Pontefice stesso gli ha fatto pervenire.



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