Talli (Lista Marino): “Da orfana e contro la mia maggioranza dico: no a Genitore 1 e 2”

22 gennaio 2014 ore 10:32, intelligo
Talli (Lista Marino): “Da orfana e contro la mia maggioranza dico: no a Genitore 1 e 2”
Dopo aver disertato il voto sull’atto che intende cancellare ‘mamma’ e ‘papa’ dai documenti scolastici, la capogruppo della Lista Marino al VIII municipio di Roma resta in polemica con l’iniziativa della maggioranza di cui fa parte. 

  Di Marco Guerra 

“L’iniziativa non soddisfa alcuna esigenza delle famiglie allargate, ma è solo un atto volto a spianare la strada ad una strategia culturale di livello nazionale… l’obiettivo finale sono le adozioni per le coppie omosessuali”. Senza troppi giri di parole, Eleonora Talli denuncia quello che ritiene essere il vero scopo del dibattito scoppiato nell’VIII Municipio di Roma, dopo l’approvazione di una proposta di risoluzione che suggerisce la sostituzione sui documenti scolatici dei termini ‘madre’ e ‘padre’ con ‘genitore 1 e 2’. Le critiche avanzate dalla giovanissima (appena 22 anni) capogruppo della Lista Marino in VIII sono rivolte alle forze della maggioranza di centro-sinistra,  di cui lei stessa fa parte e dalla quale si è dissociata ufficialmente, uscendo dal parlamentino della Montagnola al momento del voto sulla risoluzione, avvenuto la scorsa settimana.

  Eleonora il tuo intervento durante la discussione in aula è stato molto netto, insomma su certi valori non sei disposta negoziare… 
"La questione non è squisitamente politica ma anche etica e personale, al di là della mia formazione cattolica, ritengo che non si possa relativizzare il ruolo del padre e della madre e mettere in discussione la struttura antropologica della famiglia. La mia coscienza non mi avrebbe mai consentito di votare la risoluzione, così ho preferito uscire dall’emiciclo”. 

I suoi colleghi di maggioranza dicono che l’atto intende aiutare l’integrazione delle famiglie di separati e omogenitoriali… 
"Si tratta di istanze che non esistono. Personalmente non conosco nessuna coppia omosessuale con figli anche perche in Italia non è consentita loro l’adozione; mentre conosco genitori separati, conviventi con nuovi compagni, che non sarebbero sollevati da alcun imbarazzo qualora le istituzioni inquadrassero la loro situazione con un generico ‘genitore 1 e 2’. Anzi proprio la loro condizione di genitori separati li porta, più degli altri, ad riaffermare il loro ruolo di mamme e papa. Ad ogni modo, che siano più o meno meritevoli di definirsi tali, il padre e la madre resteranno sempre un punto di riferimento per i figli, e pochi casi limite di persone che hanno abbandonato la loro prole non giustificano la volontà di cancellare due termini antichi quanto la storia dell’umanità”. 

 Sta parlando Eleonora Talli politica o attivista cattolica… 
"La fede non c’entra nulla, io mi considero progressista e sono favorevole al  riconoscimento dei diritti civili alle coppie omosessuali. Ma sul tema della famiglia conosco molta gente di sinistra che la pensa come me. La gran parte degli psicologi di estrazione laica hanno evidenziato quanto sia determinante per la formazione di un bambino l’influenza e la cura ricevute sia da una figura femminile che da una maschile. Nel mio intervento in Aula ho citato statiche che parlano di un aumento esponenziale dell’omosessualità dal 1930 ad oggi, lanciando una provocazione: tra cinquant’anni che facciamo? Sconvolgiamo tutto il diritto sulla famiglia?”. 
Crede che su questo tema ci siano delle forzature da parte di una minoranza ben organizzata? 
"Diciamo che, viste le discriminazioni che ancora scontano gli omosessuali, c’è un certo timore a votare contro alcuni atti perché si ha paura di essere tacciati di omofobia. Ma le battaglie per la parità di diritti sono altre, in primis quella per la sicurezza degli omosessuali. Non è accettabile la frequenza con cui avvengono aggressioni a sfondo omofobo, questa è una vera emergenza e alle vittime di queste violenze va tutta la mia solidarietà”. 

  La risoluzione propone la discussione del tema nelle scuole in assemblee allargate a genitori e studenti. Ma con tutti i problemi che hanno le famiglie al giorno d’oggi, non si rischia di mettere in scena dei consessi ristretti di attivisti ideologizzati che hanno molto tempo a disposizione? 
  “Il rischio c’è: chi è contrario all’iniziativa molto probabilmente diserterà questo tipo di incontri; io comunque non mi sottraggo mai al confronto e sarei disponibile a prendervi parte. Sono proprio curiosa di vedere come la pensano i genitori. Da donna dico che vorrei essere chiamata mamma, non c’è nulla di offensivo in questo termine,  lo dice una persona che ha perso la madre quando aveva 12 anni”. 

  E non ti dava neanche un po’ di fastidio quando da ragazzina lo sentivi pronunciare da altre persone?
“Ma proprio per niente! Era ed è bellissimo sentire il termine mamma. Da più piccola chiedevo sempre a mio padre di parlami della mamma, cancellare questo termine dal nostro vocabolario non sarebbe servito a nulla”. Non perdere nessuna intervista di IntelligoNews! Segui la civetta su Facebook cliccando qui!   
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