L'ultimo sovietico

22 gennaio 2014 ore 11:23, Americo Mascarucci
L'ultimo sovietico
Nei giorni scorsi i media di tutto il mondo hanno dato notizia della morte dell’ “ultimo giapponese”, l’ufficiale nipponico che su un’isola del Pacifico per oltre trenta anni ha continuato ad eseguire gli ordini che gli erano stati impartiti, senza sapere che il suo Paese si era arreso e che la seconda guerra mondiale era finita. In Italia si è passati dall’ultimo giapponese all’ultimo sovietico, alias Marco Rizzo, che oltre ad essere un convinto comunista è rimasto un rivoluzionario leninista in servizio permanente effettivo. Il riconfermato segretario del Partito ComunistaSinistra Popolare crede ancora nell’attualità della rivoluzione d’ottobre, convinto che per risolvere i problemi dell’Italia e dell’Europa, occorra tornare alle origini del comunismo, alle idee del compianto Lenin. Guai a ricordargli che il comunismo è morto ed è stato un completo fallimento! Risponde piccato che non è stato il comunismo a fallire ma i capi comunisti che da Krusciov a Gorbaciov si sono allontanati sempre di più dall’ideale leninista, facendo morire lo spirito e gli obiettivi della rivoluzione sovietica. Ci vuole coraggio a sostenere certe tesi e a lui il coraggio non manca di certo. Se ti azzardi ad obiettare che gli ideali leninisti oggi non sono più riproponibili e che forse erano sbagliati già nel 1917, non si perde d’animo cercando di convincerti che ad essere sbagliati erano, e sono tuttora, il capitalismo, il liberismo ed il riformismo. E se è vero che il capitalismo ed il liberismo contengono al loro interno tanti aspetti negativi e tante disfunzioni che necessitano di essere corrette attraverso lo sviluppo di un’economia sociale di mercato, ciò non può in alcun modo riabilitare il comunismo, né legittimare ciò che in nome dell’ideologia comunista per circa cinquanta anni si è fatto nell’est europeo. Eppure Rizzo al mito della rivoluzione d’ottobre ci crede ancora, nonostante i morti ammazzati da Lenin che furono parecchi, ai quali vanno poi aggiunti quelli di Stalin, pure di più. Ed è lo stesso Rizzo che fino a qualche anno fa militava nello schieramento di centro sinistra capeggiato da Romano Prodi. Anzi se vogliamo dirla tutta, fu colui che nel 1998 insieme a Cossutta e Diliberto, sancì la scissione da Rifondazione Comunista ed il divorzio da Fausto Bertinotti; e non per uscire dal governo del professore considerato poco di sinistra e molto liberale, ma per l’esatto contrario, ossia per assicurare continuità all’alleanza di centrosinistra. Un’alleanza che, perso per strada il Prc, imbarcò mezzo centrodestra, accettando il sostegno di Cossiga, Mastella, Scognamiglio, personaggi del tutto incompatibili con la storia e la cultura comunista. E se è vero che Rizzo non ha mai perso occasione per rivendicare con orgoglio la sua fede, è altrettanto vero che spine ai governi di Prodi, di D’Alema, di Amato, non ne ha mai staccate, anzi. La critica che viene mossa alla sinistra italiana da quanti ne hanno fatto parte in un passato più o meno recente (vedi Sansonetti), è di aver sempre inseguito, ogni volta che in questi venti anni è riuscita ad andare al governo, Berlusconi sul terreno del liberismo. I vari Prodi, D’Alema, Bersani ecc. hanno sempre puntato ad accreditarsi più realisti del re, ossia più liberali di chi si definiva tale, con l’evidente obiettivo di sfondare a destra. I Comunisti Italiani, dei quali Rizzo è stato un dirigente di punta, sono stati parte di questa strategia, non perché essi stessi abbiano inseguito il Cavaliere, ma in quanto incapaci di incidere concretamente sull’alleanza di governo, spostandone l’asse a sinistra. Il fatto che le forze di ispirazione comunista, con l’eccezione di Vendola che gode di una forte leadership mediatica, siano oggi fuori del Parlamento in virtù di percentuali da prefisso telefonico, basta a dimostrare l’inconsistenza che queste stesse forze hanno dimostrato di possedere quando è stata offerta loro l’occasione per governare. Sarà forse per questo che oggi Rizzo riscopre la rivoluzione d’ottobre e la sconvolgente attualità del leninismo in Italia. Ma non sarà che a forza di resuscitare i morti, Rizzo finirà con il soffocare il bimbo, cioè se stesso, nella culla?
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]