Preiti e Kabobo, uno dentro e l’altro ancora fuori. Garantismo a orologeria?

22 gennaio 2014 ore 16:43, Marta Moriconi
Preiti e Kabobo, uno dentro e l’altro ancora fuori. Garantismo a orologeria?
"È un’ingiustizia che Adam Kabobo esca dal carcere. Ma loro fanno quello che vogliono. Noi siamo piccoli piccoli e valiamo meno dei moscerini". Non è Matteo Salvini, il segretario leghista a parlare a Mattino Cinque, ma Lorenza Carella, madre di Daniele, una delle vittime del giovane Kabobo, che a picconate ferì a morte alcuni sfortunati passanti,  tra cui il figliolo.
E oggi, al grido di "Kabobo in galera a vita" i deputati della Lega hanno protestato nell'Aula della Camera dopo che il ministro della Giustizia ha reso il parere sulle risoluzioni relative alle comunicazioni sulla situazione della Giustizia.  Ma la perizia disposta dal tribunale del Riesame di Milano ha deciso che lui è incompatibile con il carcere. E la relazione del medico sarà discussa in un’udienza fissata per il prossimo 27 gennaio.. Il punto qui non è quello di fare una sterile discussione su cosa sia giusto o non giusto applicare nei confronti di quest'uomo. Quanto ragionare su una crepa, quella del sistema giustizia, che sembra sempre più allontanarsi dal cittadino, non fornendo neanche il minimo richiesto: ossia un po' di buon senso.
Preiti e Kabobo, uno dentro e l’altro ancora fuori. Garantismo a orologeria?
Perché la "mannaia giudiziaria" che non si è ancora abbattuta su Kakobo, ha travolto invece Luigi Preiti, condannato a 16 anni di reclusione. Anche qui parliamo di un attentato alla vita, anche qui di vite spezzate, almeno una, quella del carabiniere Giangrande, che non è morto però, ma che da quel giorno lotta con terribili sofferenze per sopravvivere. Senza pesare con il bilancino gli atti di violenza, bene sarebbe cercare di approfondire la questione, perché la confusione è tanta. Per capire questo basta dire che per l'avvocato di Preiti il giudice non ha tenuto conto della consulenza tecnica, nella quale si era sottolineato come Preiti fosse affetto da una forte depressione e quindi incapace di intendere e volere. Qual è la differenza tra il disoccupato calabrese e il migrante Kabobo? Nessuna. Sono due folli (lucidi o forse no). Due persone che hanno fatto della violenza, per un lasso di tempo anche breve, la loro realtà. Eppure le pene li descriveranno come tanto, troppo, differenti tra loro.
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